Mama Africa Meeting 2017 RELOADED – il punto di vista di Cico

E’ sembrata un’eternità…Saltare un anno è stato un enorme vuoto, una sensazione spiacevole di mancanza, di precarietà…

…Ma quando tutto è iniziato, come per magia, la sensazione era che dalla chiusura di MAM 2015 fosse passato solo un battere di ciglia; come se la circolarità degli eventi non avesse subito alcun arresto, che la boccata di aria fresca era semplicemente arrivata, a riempirci i polmoni, come sempre…

Se non fosse che “prima di respirare”, l’aria era pesante, rarefatta, priva di ossigeno e carica di energie negative…Siamo stai ad un passo dal rinunciare… ma per fortuna (o per necessità?!) abbiamo forzato, ci siamo adattati e…ce l’abbiamo fatta !!!

Ce l’abbiamo fatta…si; anche se avremmo voluto costruire tutto con maggiore attenzione, dedicando il tempo giusto a molti spunti che purtroppo sono rimasti delle “evidenti potenzialità”, delle necessità solo superficialmente espresse…che ora, passata la “sbornia”, reclamano il loro spazio; perché i tempi sono maturi e perché Mama Africa Meeting, oggi, non avrebbe senso senza il loro fondamentale contributo.

CONFRONTO – CAMBIAMENTO – APERTURA

La rinascita, ripartenza, “ricarica” di MAM dal nostro punto di vista doveva passare per forza di cose da queste tre tensioni…tre parole da riempire di contenuti perché non rimanessero solo, appunto, parole…

Cambiare modalità non è facile, significa liberarsi della comodità delle abitudini, dalla facilità del decidere in pochi, del muoversi seguendo idee non troppo condivise…magari anche perdere un po’ di visibilità (per chi, magari inconsciamente, soffre a sprazzi di Narcisismo)…Ma noi siamo MAM, siamo realmente un tutt’uno, siamo la somma di tutte le specificità che racchiudiamo…

La cosa più sbalorditiva, rincuorante, stimolante, emozionante e per certi versi incredibile è stata la reazione alla chiamata di MAM da parte di tutt@: artisti, allievi, pubblico…insomma : LA FAMIGLIA !!

A partire dalla raccolta fondi, passando per le migliaia di condivisioni di link e speranze, arrivando poi all’affluenza e alla straordinaria risposta alle richieste altrettanto “straordinarie” che l’organizzazione di quest’anno aveva messo sul piatto…e con lo straordinario contributo da parte di tutta l’equipe artistica, venuta totalmente a titolo volontario, come il resto degli ingranaggi !!!

Vi abbiamo tenuto in equilibrio sul filo, con le iscrizioni che non aprivano mai, con il programma delle serate che non usciva, con le comunicazioni decisamente preoccupanti sulla legge Gabrielli che traspiravano incertezza e forte preoccupazione…

Vi abbiamo proposto un’edizione breve, con nascosta tra le righe una quotidianità più spartana e scomoda, fatta di docce lontane, tessere da sottoscrivere e tanti piccoli inconvenienti (molti reiterati) che avrebbero scontentato anche i più agguerriti boys scout…

Abbiamo forzato le capienze, reso i corsi un assaggio fugace, che lasciava una gran voglia di fare il bis…

…Ma di contro, tante nuove idee, più o meno ben costruite, che si sono appoggiate sulla scocca di una macchina ben collaudata, alimentata dal carburante migliore : le emozioni !!!

Perché gli artisti sono più fortunati dei Re, perché sono in grado di generare, alimentare, rinvigorire, sciogliere, liberare le emozioni…questa è la loro forza, la nostra forza…

Questa tre giorni ci ha dato con chiarezza l’impressione che, trovando il modo giusto, la condivisione della progettualità e la sua attuazione siano non solo un’idea affascinante ma una strada percorribile…Ci ha detto senza mezzi termini che dobbiamo continuare a credere che a Mama Africa Meeting si possa immaginare l’inimmaginabile…

Potrà sembrare strano, ma io vedo continuare MAM solo se ne rispetteremo l’autonomia, cercando e valorizzando le competenze necessarie, senza lasciarci affascinare dalle strade abitualmente e comodamente asfaltate sulle logiche di mercato e nulla più.

Ora è il momento di aprire il ragionamento e la progettualità per MAM2018, vi cercheremo, cercateci !!!

MAMA AFRICA MEETING RELOADED

Se sto pensando a come provare a ricominciare MAM? Cavolo se ci sto pensando…
Tante cose sono chiare, nella loro potenziale splendida fattibilità…prendendo a spunto la memoria di quello che abbiamo fatto in tanti anni, delle cose incredibilmente belle, degli errori e i punti di vista falsati, dalle esperienze di incontro e relazione, dalla voglia di sognare che riuscivamo a mettere in essere durante la settimana magica.

In questo anno abbondante ci sono state tante occasioni di confronto, con artisti, amici, compagni di viaggio…ma sempre, in un certo senso, aleatorie, una sorta di lamento della mancanza più che reale tentativo di imbastire una nuova progettualità… 

Non è facile per me immaginare di ricominciare senza affrontare questioni dirimenti con lo zoccolo organizzatore, legate a cosa significa costruire un festival come MAM, sviscerarne i contenuti, le particolarità, i punti di forza e debolezza con la tensione sempre rivolta a far si che di anno in anno si possa ricreare la magia che ci ha tutti quanti incantato…E’ difficile per me pensare di ripartire senza affrontare certi punti di vista malsani nell’equilibrio precario di un momento aggregativo così caratterizzato… Non posso pensare di ricominciare sentendo frasi del tipo : MAM è un punto di partenza e non di arrivo (non esiste né partenza né arrivo, la ciclicità deve essere la forma che tutti dobbiamo decidere di costruire…) né tanto meno frasi del tipo : MAM se non produce utili da reinvestire in attività sul territorio non ha senso di esistere…Gli utili sul territorio sono talmente evidenti nel loro non essere economici ma di sostanza … Dal primo anno l’intento era creare (parlo di quello che mettevo io) qualcosa di estremamente accessibile, lontano (almeno negli intenti “etici”) dalle logiche di mercato (ovviamente sostenibile, e qualche volta non ci siamo riusciti) che potesse così aprire le porte a dinamiche relazionali diverse, più sincere e profonde…

…E nemmeno riesco a pensare di dare un taglio a dieci anni splendidi e provare a partire con un progetto nuovo svincolato dall’esperienza comune e dalla Lunigiana…si è una sorta di ultima spiaggia, ma sarebbe una sconfitta grossa abbandonare un territorio (e un gruppo di persone) che ha significato tanto anche in termini di narrazione…

Certo è che una ripresa di MAM potrebbe passare (per quel che mi riguarda) solo da una profonda e sincera presa di posizione, di appartenenza…una voglia generale di sperimentare anche nuove pratiche che permettano a MAM di essere (finalmente) indipendente da arrivisti di ogni genere (politici /artisti /commercianti vari), un luogo dove mettersi in gioco e interrogarsi sul reale contributo che la musica, la danza, il canto, il teatro…la gioia, possono dare nel raddrizzare questo mondo che sempre più precipita in un baratro cupo e terribile… 

Probabilmente chi non ha vissuto MAM potrebbe leggere in queste righe un idea utopistica, ma noi sappiamo bene (l’abbiamo a tratti vissuto) che invece è possibile. 

Insomma, non so se si è capito, ma io immagino un MAM che sia costruito dalla comunità che lo vive; una forma organizzativa che dia spazio sincero a chi vuole mettere a disposizione le proprie competenze o semplicemente il proprio tempo… Una sorta di festival “open source” , in cui dinamiche, spesso presenti anche in MAM, come “secondi fini” o “recriminazioni assurde” siano auto-bandite…

Ricordo che qualche anno fa, era la prima serata “la notte dei tamburi” , Djembe-Kan, dissi due parole per introdurre…parlavo di una serata in cui, attraverso il tamburo, gli artisti avrebbero raccontato loro stessi…non doveva essere uno spazio in cui mostrarsi ma raccontarsi…la competizione era bandita… Fu eccezionale…

Credo che si debba procedere per step chiari (e i contenuti purtroppo arrivano dopo). 

– forma giuridica ideale

– logistica

– gestione volontariato 

– reperimento fondi
Queste secondo me sono le prime cose da “indagare” (e sono in ordine di importanza) per capire se un nuovo MAM è realmente pensabile…

W MAMAAFRICA W

LA MIA MAMA AFRICA (Decennale 2015)

Dieci anni ( 10 ) … Due cifre che prese separatamente ci parlano di un nuovo inizio…
Numero “ UNO ”   ( 1 ) : LE RADICI

Numero “ ZERO ” ( 0 ) : LA TERRA FERTILE
Sudore, affanno, fiato corto, flusso continuo di pensieri, incontri fugaci, occhi negli occhi, confusione linguistica, adrenalina, moto perpetuo, Pinball, ritardo, soluzioni, confronti, sorpresa, illusione, realtà, sogno, distanza, prossimità, incomprensione, empatia… 

…E ancora vitalità, magia, sacrificio, festa, grasse risate, lacrime, obiettivi, miraggi, disillusioni, conferme, abbracci muti, sfoghi, grida…colori, sapori, odori, suoni, silenzi, ferite, acido lattico, informazioni, racconti, frasi fatte, pensieri, ça va, ricordi, nostalgia, consapevolezza, paura, disattenzione, azzardo, immaginazione, bocca aperta, incredulità, ammirazione, rispetto, umiltà, esagerazione, inconsapevolezza, ça va sans dir, indigestione di emozioni, wontanara, “tanta roba”, disgusto, salti di gioia, docce fredde, la cucina che quest’anno quando trovi da mangiare è sempre varia e buonissima…
 – Numero “UNO”: Le Radici
Un albero non avrà mai una chioma ampia e rigogliosa se privo di radici forti e altrettanto voluminose… Sarebbe un arbusto in balia del vento, o di una pioggia battente o del caldo secco insistente… 

Senza radici robuste e sufficientemente ramificate nulla in superficie potrebbe reggere sensibili cambiamenti o repentini sconvolgimenti…
 – Numero “ZERO” : La Terra Fertile
Anno dopo anno il terreno è in grado di rigenerarsi, di arricchirsi… 

E’ possibile assecondare questo processo, favorirlo e stimolarlo; rispettando i tempi della natura o scegliendo e alternando le colture …

Una terra fertile è il luogo migliore dove pensare di seminare e crescere qualsiasi cosa, un obbiettivo primario se si vuole guardare lontano.

MAMA AFRICA MEETING 2015
Quest’anno come ogni anno è successo qualcosa di nuovo, di stimolante, di inaspettato, di eccitante ed emotivamente intenso e difficile da gestire. Ogni anno sembra impossibile pensare che il successivo possa nascondere ancora qualcosa di così forte, invece…
 – ALBA…
Quando le prime voci del mattino cominciano ad animare MAM, il suono dei tamburi è solo un eco che arriva dalla notte, il sole è ancora un tiepido saluto avvolgente… 

Piano piano si cominciano a vedere le prime persone uscire dalle tende, sorprese da saluti energici di chi è già al lavoro… 

Sguardi persi che si incontrano e si incoraggiano a vicenda, che è solo martedì… 

Ma la fatica svanisce all’avvicinarsi dell’ora dei tamtam, in grado di scuotere le riserve di adrenalina ed energia positiva… Da quel momento non esistono orari se non la scansione dei corsi…da quel momento sono la musica e la danza a dettare i tempi e modellare le emozioni, fino al crepuscolo … 

Ed è proprio il crepuscolo che apre le porte dell’immaginario…cosa succederà dopo? 
Vedere trecento persone alle due di notte (dopo una giornata di studio e con la sveglia a poche ore) che ballano all’unisono sulle note di balafon e barà, in un villaggio della Lunigiana nel 2015, è qualcosa di incredibilmente forte, un messaggio chiaro, inequivocabile, diretto… 
 – “NOI SIAMO IL CAMBIAMENTO” (titolo della decima edizione)
… abbiamo tra le mani la possibilità di dire qualcosa di importante, semplicemente dobbiamo assumercene la responsabilità…
Quest’anno siamo riusciti a fare dei passi avanti per risolvere problemi grossi venuti fuori con evidenza nell’edizione 2014 (controllo area tende e caos mercatino, ristorante e raccolta dei rifiuti, …) ma siamo consapevoli che è solo un primo approccio e la strada è ancora lunga. 

Ci siamo ritrovati con grosse difficoltà per far partire la macchina MAM (siamo ancora un motore diesel, che ha bisogno di scaldarsi) ma grazie agli ingranaggi collaudati (e a fondamentali innovazioni organizzative) superato l’affanno del lunedì tutto è andato liscio (salvo intoppi “congeniti” ad una organizzazione così complessa)… 

Restano grossi macigni da spostare (alcuni teoricamente fino a metà giugno non esistevano – docce calde e un paio di pavimentazioni scandalose di sale di danza – fino alla comunicazione dell’inagibilità del palazzetto dello sport appena inaugurato) e zone d’ombra estremamente importanti da illuminare (che si erano già individuate e che purtroppo non hanno ricevuto la giusta attenzione, o per le quali le soluzioni trovate non sono state sufficienti – vedi disequilibrio tra tranquillità dei primi tre giorni e caos le ultime sere, in cui l’affluenza esterna è massiccia e spesso poco compatibile)…
Riuscire ad andare oltre a queste questioni spinose è la vera sfida che dovremo affrontare, e lo potremo fare solo vedendo questa edizione come un punto di arrivo, costruendo la prossima come un nuovo inizio…
Come possiamo fare in modo che MAM sia al riparo dai rischi di massificazione, che sia un luogo in cui chi non ha interesse a farne parte semplicemente non ci venga, un luogo in cui si possa dire (e sentire) di non avere paura, un luogo in cui i bambini possano continuare a girare senza che i genitori vadano in apprensione ?

Come possiamo proteggere questo microcosmo e allo stesso tempo fare in modo che sia MAM un momento di apertura all’esterno, di condivisione delle esperienze con chi da questo mondo non è attratto e incuriosito? 
Sarà fondamentale rivedere alcune dinamiche organizzative, aprire alcuni ambiti alle collaborazioni “esterne”, coinvolgere nuove figure anche in aspetti basilari dove l’esperienza è fondamentale…
Quest’anno credo possa essere stato per molti un MAM particolare, sicuramente bellissimo per tutt@, ma per decine o centinaia di motivazioni diverse, tutte più o meno personali nella forza emotiva, nell’implicazione (!), nel coinvolgimento personale…

“IMPLICATION” (Coinvolgimento)
Il termine francese “Implication” (coinvolgimento) racchiude quest’anno il più ampio spettro di sensazioni che si sono respirate a MAM … 

Siamo tutt@ coinvolti nel generare questa magia, siamo tutt@ parte della magia che nasce, siamo tutt@ consapevoli dell’importanza di vivere ancora questa magia… 

Lo siamo in modo diverso ma quest’anno è successo qualcosa, una magia nella magia, o il semplice scorrere delle cose…
Mama Africa è un microcosmo fatto di tante anime che si fondono in uno splendido quadro, ricco di colori e forme affascinanti, in grado di cullare i nostri sogni e generarne altri da poter cullare…

Un quadro complesso nella sua varietà, una bellezza che si regge su equilibri sottili ma dalle radici solide…

Colori che si mescolano poggiandosi su complicate linee a china…
Siamo coinvolti in maniera diversa proprio nel prendere parte al disegno, nel decidere prima di tutto se esserne fruitori o autori, se giocare di colore o “implicarsi” nella stesura delle linee a china …
Artisti, volontari, allievi, organizzazione in genere (ma anche territorio e “vicini di casa”) … 

Abbiamo tutt@ avuto davanti agli occhi quale occasione incredibile è Mama Africa Meeting … 

Abbiamo tutt@ preso coscienza dell’importanza di Mama Africa Meeting, del suo potenziale ancora inespresso di laboratorio interculturale in primis e (per la cultura dell’Africa dell’Ovest in particolare) di eccezionale momento di confronto intorno al movimento internazionale artistico Ovest Africano (che a MAM si sta bene, in bella compagnia, si ride e ci si diverte di brutto, lo sapevamo già 🙂 ).
Il vero passaggio fondamentale che ognuno dovrà fare (a qualsiasi livello di “implicazione”) è quello del decidere se le parole hanno un senso compiuto nella realtà oppure se si tratta (scusate la citazione, “Gli Intoccabili”) di “chiacchere e distintivo”, di frasi fatte ,ad effetto, adatte al contesto ma assolutamente non sentite, fasulle o semplicemente “di circostanza”. 

Mama Africa Meeting ha bisogno di VERITA’ , ha bisogno di essere riconosciuta come luogo altro in cui la realtà si modella sui sogni e non viceversa, luogo in cui ci si mette a disposizione dell’altro con la consapevolezza che i frutti saranno per tutt@…
Vedere ragazze, che hanno investito magari 300 euro in corsi e permanenza, farsi in quattro nel tempo libero per aiutare a chiudere le falle organizzative senza chiedere nulla in cambio e con il sorriso sincero e coinvolgente, è una delle cose più belle che sono capitate quest’anno (e non solo 🙂 )… Questa è “implication”, ancora più importante nel suo attuarsi perché spontanea…
 – “IMPLICATION” – SPONTANEITA’
Forse uno degli errori (reiterato), che ha rischiato (col senno di ora) negli anni di compromettere l’equilibrio di MAM, è stato proprio lasciare alla spontaneità la decisione di “implicarsi” nella costruzione e attuazione della settimana “x”… 

Si è pensato (sbagliando) che fosse esplicita la nostra apertura al “volontariato organizzativo” : negli anni figure ora fondamentali (per competenze e sguardo a 360°) si sono proposte spontaneamente, ma è anche vero che dopo la sesta edizione MAM ha fatto grossi cambiamenti, portando in secondo piano l’evidenza di cui sopra…

Ora è il momento di rendere nuovamente esplicita questa nostra apertura all’inclusione (viceversa ci deve essere la consapevolezza che si tratta di un impegno grosso a cui si deve essere pronti e in grado di rispondere, con momenti in cui non ci sono altre priorità se non MAM – ovviamente nel limite della propria sopravvivenza 🙂 ).

Avremmo, insomma, dovuto fare prima quello che faremo per il 2016 (e abbiamo già iniziato a fare quest’anno) : aprire propositivamente, a chi “sente” MAM, le porte del “laboratorio di pittura”, spingendo verso l’uso delle linee a china e (poi) del colore… con la consapevolezza che l’esperienza è fondamentale ma è solo condividendola con chi ha la stessa passione (verso MAM e tutto quello che racchiude) che ci si può rinnovare rispettando se stessi, che si può superare un ostacolo senza avere il timore di non farcela…
Possiamo decidere insieme se coinvolgerci in MAM a tal punto da sentirla nostra nelle sue ragioni più profonde, mettendoci definitivamente in gioco, prendendola tra le mani per proteggerla…

Lo possiamo fare spontaneamente (nella vita quotidiana del festival, smettendo, ad esempio, di delegare allo staff le cose basilari come raccogliere rifiuti e metterli nei cassonetti o girare la testa dall’altra parte se si assiste a qualcosa di spiacevole,…) o mettendo a disposizione di tutti le proprie competenze, o rispondendo a quelle che saranno esplicite richieste da parte dell’organizzazione volte a colmare lacune specifiche…
…E per rendere ancora più esplicita e soprattutto “credibile” questa richiesta di “implication” è necessario che scompaiano il più possibile le personificazioni… 

Vedere MAM come espressione primaria di qualche persona in particolare (vedi ad es. Cico !! …) rischia di accecare gli sguardi di chi non si trova in sintonia con (o non si fida delle parole di) quella persona (oltre che essere un FALSO STORICO!!!)… 

MAM ha bisogno di sintesi (e quindi qualcuno che tiri le fila), ma la realtà dei fatti ci impone questo cambiamento (per il bene di MAM) … 

Troppe sono le voci dissonanti, che sparlano di MAM per ragioni legate alle persone (e che, ad esempio, non credono al nostro volontariato, pensando che MAM sia una “fabbrica-soldi-per-pochi” )… 

Non possiamo vanificare i sacrifici di tanti per queste stupide ragioni…
Per quel che mi riguarda, mi rendo conto di non avere aiutato a NON personificare… 

Sicuramente per ruolo, ma anche per mancanza di lucidità (dovuta alla stanchezza e ai tempi troppo compressi, che non mi lasciano la tranquillità di riflettere a fondo prima di prendere parola da un microfono), mi trovo ad essere individuato ancora come l’artefice di tutto… 

…Un altro campanello di allarme in ottica di salvaguardia di MAM… 
Deresponsabilizzarmi mi permetterebbe di lavorare con più attenzione e profondità, mettendo al riparo dal rischio di superficialità, scarsa professionalità, pressapochismo o autoreferenzialismo, MAM.
Siamo di fronte ad un bivio, abbiamo radici forti e terra fertile…

…Ora dobbiamo fare in modo che tutto possa avere inizo…

RINGRAZIAMENTI 
Quest’anno saremmo crollati – nella gestione dell’ambito organizzazione corsi – se non ci fossero stati (con la grinta, la competenza e la passione che ci hanno messo) i ragazzi di DESTINATION WEST AFRICA di Roma !!!! Sono convinto che da questo naturale incontro possano nascere solo grandi positività per MAM !!!!
Un grandissimo inchino di fronte all’artefice (che lavora nell’ombra) della parte software del sito e del programma iscrizioni e gestionale di segreteria (Super Marco Cattani !!!), a chi dedica ore ai vari test pre-apertura iscrizioni (Chiara e c.), a chi ci ha tolto le patate bollenti delle traduzioni in tre lingue (e qui si parla di un grande team europeo, dalla Svizzera alla Francia all’Italia).
Grazie a Vilmo e alla Protezione Civile di Villafranca che ormai da tre anni ci supporta non solo prestandoci letti e coperte ma aiutandoci fisicamente nell’allestimento e disallestimento oltre che coprendo alcune responsabilità durante la settimana !!!
Grazie a Mariachiara e Giorgio (Arci Regione Toscana e Arci Provinciale Massa Carrara) per il lato amministrativo..
Grazie al megateam di fotografi che ci hanno regalato una prima edizione “social” di MAM.
Grazie ad Aisha, Giovanni e Martina per il ristorante succulento e a chi sempre sorridente ci preparava il caffè alle 7.45 di ogni mattina !!!!
Grazie a Frank, figura sempre più rassicurante !!!
Grazie al semprefondamentale Dudu, al suo reggae ricaricabatterie !!!!
Grazie a Filippo, Gaetano, Gigi, Leonardo…in rappresentanza di un grandissimo gruppone di volontari più o meno giovani che hanno garantito al colore di attecchire sulla tela !!!
Grazie all’Amministrazione Comunale che ci ha aiutato negli alloggi degli artisti (grazie Alice) e nel concederci il lusso delle due di notte tutta la settimana (abbiamo sforato in un paio di occasioni, ce ne scusiamo sinceramente…).
Grazie ad Andrea e Roberta (Guembanara) per quello che stanno facendo !
Grazie a tutti gli artisti, alla loro disponibilità e comprensione, alla loro qualità eccezionale !!!
Grazie a chi ci ha sopportato !
Grazie a Federica Loredan per la sua passione !!
Grazie a chi si accolla il montaggio e lo smontaggio, pochi leoni e leonesse!!
Grazie a Tone, ti voglio bene !!!
Grazie a W A F O W E !!!
Grazie a Maurizio, BaoBab !!!
Grazie al fratellino geniale e instancabile DARIO !!!!
Grazie a Sourakhata e Mamadama, sempre…
Grazie a chi non ho nominato (un sacco di persone, ma i nomi citati rappresentano tutt@) !!!!
All’anno prossimo… Inshallah ! 

Mama Africa – 2014 (chi cerca trova)

Eccoci, ancora, felici di ritrovarci nell’atmosfera che come per magia ogni anno si crea attorno a questa moltitudine di colori ed emozioni che è la famiglia di Mama Africa !!
Felici di rivedere amici, visi, piedi doloranti e mani gonfie …gonfie e doloranti della voglia di stare insieme, nella musica, nella danza, nella babele di lingue e modi di fare che siamo… E i legami si saldano, lo stupore diventa consuetudine al bello, l’incantesimo diventa “normale susseguirsi di eventi”… Ma non per tutti, perché ancora molti sono i nuovi arrivati, incuriositi dal TAM TAM di voci e racconti…
…E allora capita ancora di vedere aggirarsi per Mama Africa Meeting sguardi persi nell’incredulità, facce come prese a sberloni da emozioni sconosciute e continue…E questo basterebbe a renderci orgogliosi di essere parte di un avvenimento così forte e “benefico” e particolare!!! … Ma c’è dell’altro, tanto altro da raccontare… Bisogna raccontare gli incontri, lo scambio continuo di esperienze, conoscenze, storie nascoste ai più, fatte di sacrifici, di chiacchere, di messa in discussione di sé…ma anche di incomprensioni, di divergenze di vedute…a volte anche di scontri aspri (sempre comunque nel rispetto reciproco, spero) proprio perché il terreno di confronto è fondamentalmente emotivo…
Insomma, “La Mia Mama Africa” sarà quest’anno un racconto aperto anche nelle sue pieghe nascoste e probabilmente ogni tanto antipatiche …Sarà un racconto che andrà a scavare nel profondo, che probabilmente svelerà ad alcuni anche delle cose “inimmaginabili”, che rimetterà i puntini sulle “i” perché sembra che comunque ce ne sia sempre bisogno (nonostante gli anni, le parole, i manifesti…)… Ma la forma che userò sarà quella de ringraziamenti, che saranno sempre e comunque molto vaghi perché ci sarebbero troppi nomi da fare che non basterebbe “una schermata”… a voi quindi il cercare i racconti nascosti al loro interno.

E tutto questo avrebbe meno senso o non sarebbe comunque così se Mama Africa non fosse cresciuta con te : ALEX CI MANCHI ….

LUCI
Ma prima di tutto bisogna dare la coppa alla più bella realtà di quest’anno : tadaaaaaaaaaaaaa !!!!!! DI GRAN LUNGA SI AGGIUDICANO LA COPPA MAMA AFRICA 2014 le decine di ragazzi e ragazze (segreteria, info point, accoglienza, campeggio, cucina…) che hanno REGALATO il proprio tempo, il proprio lavoro, la propria PROFESSIONALITA’ o semplice voglia di RENDERSI UTILI alla buona riuscita del festival, senza la pretesa (comunque eventualmente legittima e anzi sacrosanta) di ricevere nemmeno un riconoscimento legato al proprio singolo nome, insomma “relegando” all’anonimato il proprio impegno, dando così un grande esempio di altruismo e un grande e tangibile nonché limpido segno di amore verso Mama Africa Meeting (e parliamo di doppi e tripli turni e mansioni, di pochissime ore di sonno e di svago, foraggiati ad energia positiva e massimo due pasti al giorno – privilegiati ahah 😉 ).
Per come la vedo io, dovremo essere tutti noi, l’anno prossimo, a palesare un grande ringraziamento a tutti i volontari con un semplice gesto, anche senza preavviso : abbracciare e stringere affettuosamente per qualche istante ogni maglia gialla/staff che incontreremo sul nostro percorso !!!!!! Sarà per loro (per noi) un grande incentivo ad andare avanti, molto più che un riconoscimento economico (che comunque arrivassero mai dei finanziamenti sarebbe bello dare anche solo a livello simbolico a coloro i quali al tempo donato è affiancata la professionalità donata, costruita in anni di studio e sacrifici…ma con i se non si va da nessuna parte, anche se qualche segno cerchiamo di darlo).
Ricordo che non solo le maglie gialle sono da premiare, ma anche le “colonne storiche del lato artistico” ovvero gli accompagnatori volontari dei corsi di danza e percussione e gli animatori dei corsi per bambini del “Villaggio di Benteremà” (senza i quali non raggiungeremmo mai la qualità formativa proposta e molti inghippi organizzativi sarebbero stati grossi ostacoli da superare).

Un immenso grazie va quest’anno alla direzione artistica che mi affianca : Dario, Sourakhata e Harouna … I tempi sono maturi per dare una ulteriore svolta al modus operandi di Mama Africa Meeting, un percorso che inevitabilmente produrrà dei frutti gustosi, prelibati e pieni di proprietà nutritive (e che magari permetterà a me di fare un passo indietro, prima o poi) 🙂 !!!!!

SOURAKHATA DIOUBATE, FANTA CAMARA, EVELYNE MAMBO, FATOMA DEMBELE, TWO BOY, BAKALA CAMARA, DANI KOUYATE… CI SIETE MANCATI, TANTISSIMO !!! Avete avuto degni sostituti (SuperDartagnan!!) che inevitabilmente fanno ora parte della famiglia, ma la vostra assenza (Sourakhata in primis per un fatto storico, collaborativo e pratico) si è sentita molto forte !!!

E poi gli ARTISTI…che bella banda di splendidi matti (nel senso GENIALE del termine) che siete!!!! Siamo una macchina collaudata, ognuno sa come deve muoversi e in tanti siete ormai talmente coinvolti ed “engagèe” in maniera profonda per la buona riuscita del festival, che a volte mi sentivo superfluo 🙂 …
Sempre di più succede di incontrare artisti (e non) in visita, che partecipano alla buona riuscita dei corsi o dei momenti di spettacolo, DA VOLONTARI (anzi di più, senza nulla in cambio se non sorrisi e strette di mano) : questo è un valore aggiunto prezioso che rende veramente unico questo festival…un’altra cosa fantastica è che c’è sempre qualcosa di nuovo e magico da scoprire con ognuno di voi, anche con chi si conosce da un decennio !!!!!!!

Ora farò un nome, ma ne dovrei fare a decine (pensando ai 9 anni di Mama Africa Meeting), di un artista che quest’anno ci ha insegnato tantissimo, con la sua umiltà, il suo spirito di sacrificio, la sua apertura di cuore e di mente : OUSMANE DIARRA … chapeau !!!!

Un immenso grazie va a Dudu per il carico di lavoro inaspettato che comunque si é sobbarcato sulle spalle (affiancato da Giorgio e viceversa), e parlo della gestione del palco della Yard (attivo dalle 9.30 alle 24.00) e della dance hall, sempre col sorriso e sempre con la soluzione a tutto (e grazie di non avermi ucciso!!).

E poi i FOTOGRAFI instancabili e ubique presenze i cui frutti matureranno a breve, per essere assaporati con la giusta attenzione, di cui godremo del benefico effetto sull’anima per i prossimi mesi !!

Grazie a chi (Gaetano in testa) si é occupato dell’organizzazione del mercatino (e delle menate relative, con doppi giochi, bei visi e cattivi giochi, giochi di ruolo…ma anche, soprattutto, tante belle persone e bei momenti).

Grazie ai nuovi artisti venuti quest’anno, seri professionisti ed artisti eccezionali subito entrati nella logica conviviale e di confronto che si chiede loro (più o meno esplicitamente) di fare propria.

Grazie alla famiglia Verrieri, al borgo di Filetto, alla cittadina di Villafranca In Lunigiana che ci ospitano e sembrano averci definitivamente accettati per quello che effettivamente siamo : NON una banda di drogati (facile e ovvio punto di partenza) ma un allegro carrozzone di appassionati di cultura e convivialitá, a cui piace divertirsi ma che come primo obbiettivo ha il confronto attivo tra esseri umani (e relative culture)!!!!

Grazie anche a chi non ci ama, perché sennó sarebbe troppo facile e poco stimolante (ci appassiona trovare strade per raggiungere anche i più avversi).

Grazie ad Andrea e Roby di Guembanara Production che con caparbietá perseguono un appassionante e impegnativo obbiettivo, raccontare la vita di Mamadama Camara totalmente autofinanziati.. NON vi abbiamo supportato come avremmo dovuto ma cercheremo di riprendere il terreno perduto (Andrea sempre comunque prezioso nel ruolo di capomeccanico dell’ “officina” del sottoscritto, nella gestione dei fondamentali pit stop antiproibizionisti militanti).

Grazie ad Arci provinciale (Massa e Carrara) e Arci regionale (Toscana) che da collanti permettono a tutte le realtá che compongono Mama Africa di trovare il giusto equilibrio per “portare a casa” la settimana piú appassionante dell’anno!!!

Grazie quindi ancora a Giorgio per l’affrancamento nella segreteria gestionale … Te l’aspettavi un lavoraccio del genere? 😉

Grazie a Maurizio (Deus ex Machina), Fabio, Livio, Gigi, Olivo, Patrizio, Alessio, Gaetano, Mariagiulia, Jacopo (e pochi altri che dimentico e che mi perdoneranno per questo) che si sono sobbarcati l’allestimento e soprattutto lo smontaggio/pulizia di tutta l’area del festival (mercatino bocciato per lo schifo lasciato..ma non solo il mercatino).

Grazie a tutti coloro che hanno messo a disposizione i propri strumenti per i noleggi ai corsi (c’é chi ha messo a disposizione migliaia di euro di strumenti)..grazie anche ai furbetti del “prendo questa sacca buona e lascio la mia rotta” (o questo materasso/tenda/saccoapelo che diamo agli artisti che dormono in campeggio, con conseguenti deliri organizzativi ovvii), grazie a voi saremo piú attenti e meno disponibili (ecco il primo punto dolente!)…siete uno stimolo a fare meglio (ma il prossimo che becco in flagranza subirá l’onta della vergogna!!!!).

Grazie alle mogli, fidanzate, mariti, compagni, figli e figlie che ci hanno sopportato nei mesi di preparazione, nella settimana “x” e nei giorni post …

Grazie alla crew del bar della Dance Hall che dopo la giornata a ballare e suonare (o a “volontariare”) ci mescevano fiumi di birra fino alla quasi alba!!!!

Grazie a Cheikh Bayefall per la sua mediazione culturale, anello di congiunzione estremamente coinvolto nelle dinamiche di relazione dentro Mama Africa Meeting.

Grazie agli instancabili Giovanni, Aisha e Lorenza (parlando di referenti, ma ovviamente intendo anche tutti coloro che erano al loro fianco) per la cucina, ai ragazzi del bar colazioni e bar della Yard pieni di sorrisi e cose buone da bere e mangiare 🙂 !!!

Grazie quindi sia alla cucina interna che esterna che anno dopo anno sta riportando la cultura del cibo tradizionale (locale e ovest africano) a rango di cultura da raccontare e non mera mensa del dopolavoro!

Grazie a Stefano che nonostante il ginocchio fuori uso ci ha preparato un palco (yard) veramente bello, ampio e accogliente !!!!

Grazie a chi riesce a passare sopra a sviste, leggerezze, errori da troppo lavoro o da stanchezza de cervello subissato di cose da fare e che ogni tanto perde colpi, vedendoli come tali e non come errori fatti di proposito o addirittura mancanza di rispetto (inizio seriamente a fare fatica a stare dietro a tutto ma chi mi affianca mi ha già comunque tolto molte beghe (W Dario), ma evidentemente non abbastanza 😉 )…chiedo comunque scusa a priori a chi si fosse sentito sottostimato o non adeguatamente valorizzato…ma spero che, come succede a me, il ritorno energetico di Mama Africa funga da livellatore e reale termometro del rapporto di collaborazione.
Grazie comunque anche a chi mi individua come responsabile delle cose antipatiche e non generalizza questa posizione a tutto il festival, riuscendo comunque a vedere le due cose (io e il festival) come distinte (cosa ovviamente reale ma che è bene sempre ricordare…insomma faccio volentieri il parafulmine, purchè sia per la causa 🙂 ).

Grazie ai tre he hanno gestito la parte nascosta (gestionale iscrizioni) e la parte visibile (grafica e struttura) del sito ovvero Marco, Luca e Dario … delle macchine che quando si attivano non le ferma più nessuno !!!
Grazie di conseguenza a chi ha passato ore chiuso in segreteria o a fare le tessere arci, passaggi importantissimi e immagino alquanto noiosi!

E per finire grazie a tutt@ coloro (o “conoi”) che vivono Mama Africa Meeting e la valorizzano con i propri sorrisi, la propria tenacia, il proprio sudore, i reciproci sguardi d’intesa, con le centinaia di forme di saluto che si respirano, per la babele di lingue che si ascolta, per la gentilezza, per l’apertura di cuore e mente…

OMBRE

Purtroppo non è tutto oro quello che luccica e quest’anno abbiamo avuto diversi elementi estremamente discordanti che hanno evidenziato quanto lo splendido mondo che viviamo si regga su pilastri deboli che bisogna continuamente rinforzare e consolidare… Parlo dell’ondata di furti elle tende, della troppa evidenza e quasi presunzione (di essere nel paese dei balocchi) di mercanti d’erba (ma occhi molto aperti se si dovesse vedere altro!!). Due questioni decisamente distinte ma che possono, per strade diverse, avere conseguenze decisamente negative se non addirittura castranti per il futuro del Meeting.
Come per ogni problema individuato negli anni, cercheremo delle soluzioni per il compleanno dell’anno prossimo (decimo wow!!), ma sicuramente nessuna nostra azione avrà il risultato sperato finchè tutti non ci prendiamo la responsabilità di fare uno sconto alla delega, come già si fa per tante altre cose.
E’ importante raccontare Mama Africa, far capire che non è la classica festa dove venire per fare casino, dissuadendo e trasmettendo passione… Perché un’altra cosa che potrebbe fare male a Mama Africa sarebbe reagire a queste difficoltà con la forza, portando dinamiche a noi fino ad ora estranee e sicuramente diametralmente opposte a quello che cerchiamo di comunicare.
Diverse problematiche datate non sono comunque definitivamente risolte, gli imbucati ai corsi, i furbetti del campeggio o i ladruncoli di stupidate…tutto questo purtroppo genera precarietà e mina comunque il clima…ma continueremo a cercare strade per dare un taglio a questi malcostumi.
Ma quanti eravamo? Sicuramente più delle attese visto che le pulizie (soprattutto dei bagni) non erano sufficienti, come probabilmente la comunicazione o l’evidenza della raccolta differenziata (anche se non capisco come mai moltissimi lasciavano il proprio “coperto” sui tavoli dopo mangiato, come se il volontariato fosse una sorta di “tanto ci pensano loro”…NOOOOOOOO !!!!!).

Resta la consapevolezza che senza ombre nette e nitide la luce sarebbe meno evidente e di conseguenza sarebbe meno facile individuare delle soluzioni !!!

Ci aspettano ora poco meno di 12 mesi ai 10 anni di Mama Africa Meeting…saranno mesi di analisi, progettualità, confronto, lavoro … Noi ci metteremo l’anima potete starne certi, perchè nulla puó essere più come prima ma soprattutto il mondo e anzi l’universo e anche più avrebbero meno senso senza un’edizione storica del festival che riempie le esistenze di molti esseri umani dediti alla voglia di stare bene insieme …
W MAMA AFRICA !!!

Mama Africa 2013 (ita+fra)

MAMA AFRICA MEETING 2013 – dal 29 LUGLIO al 4 AGOSTO
Dedicata ad ALEX BOTTONI
Costruita intorno alla figura di THOMAS SANKARA

Mancano pochi mesi ormai all’ottava edizione di Mama Africa Meeting e piano piano l’adrenalina sale…Sarà un anno particolare (ancora ?! ) per non dire cruciale, in cui sapremo se ci sarà futuro per il meeting e allo stesso tempo inizieremo a delinearne i contorni per un nuovo sviluppo (senza rinnegare nulla)…
Tre sono le colonne che reggono l’organizzazione di quest’anno:

– Una forte identità e una grande responsabilità verso la nostra grande famiglia
– Il cambio di location
– Un grosso ammanco economico dell’edizione 2012

– GROSSO AMMANCO ECONOMICO DELL’EDIZIONE 2012
La splendida e super partecipata edizione 2012 ha, dopo pochi giorni dalla chiusura del meeting, mostrato in tutta la sua durezza “il lato oscuro della luna”, il lato economico… Abbiamo pagato la nostra inesperienza a gestire un numero così alto di persone ma anche di staff e attività… Abbiamo sottovalutato l’impatto economico delle strutture che siamo obbligati ad affittare non riuscendo preventivamente a metterlo in rapporto con gli immensi mancati guadagni che la nostra organizzazione basata sul volontariato e sulla imponente offerta formativa inesorabilmente produce. Abbiamo pagato sensibilmente colpe non nostre, il mancato rispetto di accordi presi con grande anticipo (e qui paghiamo la buona fede) e disattesi a due giorni dall’inizio del festival o addirittura a giochi chiusi. Abbiamo pagato la mia facilità all’inclusione facendo diventare i mancati guadagni di qui sopra una vera voce di spesa. Abbiamo pagato una (sempre mia) scelta artistica molto più rischiosa perché poco legata alla forza del mercato. Abbiamo pagato la mancanza di chiarezza e fermezza nei rapporti professionali, permettendo ai furbetti di agire senza macchia. Abbiamo pagato la nostra linea etica del festival “popolare”, basato sugli spettacoli gratuiti, sui corsi gratuiti e i prezzi bassi…il tutto ovviamente non controbilanciato da cachet assenti (insomma tutto ciò che noi offriamo gratuitamente, è da noi pagato come tutto il resto)…
Ci troviamo insomma ad affrontare l’organizzazione della prossima edizione in una vera emergenza economica , che ci mette di fronte alla realtà che se sbagliamo ancora perderemo Mama Africa. Saremo costretti a chiedere una “pausa” a diversi artisti (cosa per me molto difficile e dolorosa) e ci troveremo a dover per forza di cose essere meno indulgenti con tutti (a partire dallo staff). Ma sarà l’anno in cui se ognuno si assumerà la responsabilità di mettere in sicurezza Mama Africa (semplicemente alzando il proprio livello di rispetto reciproco al massimo) riusciremo a dare una nuova linfa al meeting , di cui si potrà cibare in futuro per alimentarsi autonomamente e autorigenerarsi.

– CAMBIO DI LOCATION
Quest’anno Mama Africa Meeting si svolgerà in una nuova location non distante da Mulazzo , nel paese di Villafranca in Lunigiana… Attraverseremo il fiume ma ci troveremo sempre tra i castagni (e i loro aghi !!)…Sarà sicuramente un salto in avanti relativamente alla “sicurezza” (la viabilità aveva reso una trappola in caso di emergenza il parco del Donatore) e all’accessibilità per gli “esterni” e i visitatori saltuari; lo sarà anche dal punto di vista della logistica (per l’organizzazione) e della comodità (vicinanza alla stazione dei treni, a supermercati e negozi in genere, alla piscina comunale adiacente etc.). Inoltre i servizi offerti per la quotidianità godranno di un sensibile balzo in avanti (numero di bagni fissi, docce chiuse, sicurezza idrica…). Sarà sicuramente un passaggio delicato per i compromessi acustici che dovremo (per futura fattibilità del meeting) sostenere (vista la vicinanza alle abitazioni e alla geofisica del luogo – siamo nella valle del fiume Magra- ma soprattutto per gli accordi presi con l’amministrazione comunale). Avremo la danza con le percussioni e i corsi di percussione nel parco solo la mattina e il limite orario per le percussioni per le prime tre sere a mezzanotte (ma avremo alternative al chiuso).
Sarà una splendida opportunità per iniziare ad immaginare un Mama Africa esplicitamente rivolta all’esterno (nostro malgrado stavamo ghettizzandoci nella accogliente conca di Gavedo) che interagisca con il territorio in maniera attiva e biunivoca…chissà magari entrando negli splendidi borghi medievali vicini, cercando di instaurare momenti di collaborazione, confronto e sinergia con le realtà territoriali, cercando sempre di più collegamenti tra “noi e loro” (quest’anno cominceremo a sviluppare il bike sharing per una mobilità sempre più sostenibile …).

– FORTE IDENTITA’
Ecco la sicurezza: la nostra identità, costruita in anni e radicata nel confronto reciproco, sarà alla base di ogni sviluppo (dalle idee ai compromessi, dai cambi radicali agli aggiustamenti…)…Mama Africa sarà sempre Mama Africa perché specchio delle sue anime.. Insomma chi cercherà il semplice quieto vivere lo troverà, chi cercherà duro lavoro senza respiro ad alta qualità lo troverà, chi cercherà equilibrio tra vacanza e studio lo troverà, chi cercherà occasioni di riflessione ne sarà sommerso, chi cercherà forti emozioni ne rimarrà segnato, chi cercherà il ritrovo di una comunità lo troverà, chi semplicemente vorrà annusare l’aria sarà investito dagli odori del mondo e accecato dai colori della felicità!!!!!

VERSION FRANCAISE

MAMA AFRICA MEETING 2013 – DU 29 JUILLET AU 4 AOUT
Dedié à ALEX BOTTONI
Construite à l’image de THOMAS SANKARA
Il manque quelques mois à la huitième édition de Mama Africa Meeting et peu à peu l’adrenaline monte…
Ce sera une année particulière (encore ?!) pour ne pas dire cruciale, durant laquelle nous apprendrons s’il
y a un futur pour le meeting et en meme temps , nous commencerons à tracer les contours pour un nouveau développement (sans rien renier)…
Trois colonnes soutiennent l’organisation de cette année :
– Une forte identité et une grande responsabilité envers notre grande famille
– Un nouvel emplacement
– Un important manque à gagner de l’édition 2012
-IMPORTANT MANQUE A GAGNER DE L’EDITION 2012
La splendide et super édition 2012 a, après quelques jours de la fin du meeting, montré avec dureté « la face cachée de la lune » : le coté économique… Nous avons payé notre manque d’expérience dans la gestion d’un nombre très élevé de personnes mais aussi du staff et des activités…
Nous avons sous-évalué le cout économique de la structure que nous sommes obligés de louer sans réussir, à l’avance, à le comparer aux importants manques à gagner de notre organisation basée sur le volontariat et l’imposante formation.
Nous avons un peu payé des fautes qui n’étaient pas les notres, le non respect des accords pris longtemps à l’avance (et dans ce cas nous payons notre bonne foi) à deux jours du début du festival et meme quelques fois à la fin des activités. Nous avons payé ma facilité d’introduire les manques à gagner, ci-dessus, comme frais réels. Nous avons payé un choix artistique (toujours moi) fort dangereux parce que peu connu sur le marché .
Nous avons payé le peu de clarté et fermeté dans les rapports professionnels, en permettant aux mals intentionnés d’agir sans problème. Nous avons payé notre science éthique du festival « populaire » basé sur les spectacles gratuits, sur les cours gratuits et sur les prix réduits… Tout ceci, évidemment, n’est pas compensé par le non paiement des cachets (tout ce que nous offrons gratuitement est payé par nous , comme tout le reste).
Enfin, nous nous trouvons dans la situation d’affronter l’organisation de la prochaine édition avec un gros problème économique qui nous expose à une réalité : si nous nous trompons, nous perdons Mama Africa. Nous serons obligés de demander une « pause » à plusieurs artistes (chose pour moi très difficile et pénible) et nous serons contraints, par force majeure, à etre moins indulgents avec tout le monde ( en commençant par le staff). Mais ce sera l’année, si chacun se responsabilise, de mettre en sécurité Mama Africa ( en augmentant tout simplement le propre niveau de responsabilité réciproque au maximum) nous réussirons à donner un renouveau au meeting, duquel on pourra s’inspirer dans le futur pour devenir autonome et subvenir à nos propres besoins.
– NOUVEL EMPLACEMENT
Cette année Mama Africa Meeting aura lieu dans un nouvel emplacement non loin de Mulazzo, dans le village de Villafranca in Lunigiana…Nous traverserons le fleuve mais nous serons toujours au milieu des chataigniers (et de leurs aiguilles). Ce sera surement un saut de qualité en ce qui concerne la « sécurité » (à cause de la voirie le Parco del Donatore était devenu un piège en cas de danger) l’accès des personnes extérieures et les visiteurs occasionnels ; ce sera également une amélioration au niveau logistique (pour l’organisation) et de la commodité (à deux pas de la gare, des supermarchés et magasins, à la piscine communale etc….). De plus, les services offerts pour les besoins quotidiens seront perfectionnés (nombre de WC fixes, douches fermées, sécurité hydraulique). Ce sera surement un passage délicat pour les compromis acoustiques que nous devrons (pour le bon déroulement futur du meeting) résoudre (vu le voisinage des habitations et la géophysique de l’endroit, nous sommes dans la vallée du fleuve Magra, mais surtout pour les accords pris avec l’administration communale). Nous aurons la dance avec les percussions et les cours de percussions dans le parc seulement le matin et la limite d’horaire pour les percussions pour les trois premières soirées est à minuit (mais nous aurons d’autres possibilités pour l’intérieur). Ce sera une magnifique occasion pour commencer à imaginer un Mama Africa tourné vers l’extérieur ( sans s’en rendre compte on s’emprisonnait dans l’accueillante vallée de Gavedo) che interagisca avec le territoire de façon active et biunivoca….Peut-etre qu’en pénétrant dans les bourgs médiévaux voisins, en cherchant d’établir des moments de collaboration, comparaison et synergie avec les réalités du territoire, en cherchant toujours plus de liens entre « nous et eux » (cette année nous commencerons à développer le bike sharing pour une mobilité toujours plus intense).
– FORTE IDENTITE’
Voilà la sécurité : notre identité, construite en plusieurs années, et enracinée dans un dialogue réciproque, sera la base de chaque développement (d’idées aux compromis, des changements importants aux ajustements…)…Mama Africa sera toujours Mama Africa parce que miroir de ses ames…
Enfin qui cherchera la tranquillité, la trouvera, qui cherchera le travail dur sans répit, de haute qualité le trouvera, qui cherchera équilibre entre vacances et études, le trouvera, qui cherchera des occasions de réfléchir,en trouvera en abondance, qui cherchera des émotions fortes , il sera marqué, qui cherchera le seing d’une communauté, le trouvera, qui simplement voudra respirer l’air , sera rempli des odeurs du monde et aveuglé par les couleurs du bonheur !!!!!!

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MAMA AFRICA 2010 – Preparando Mama Africa 2011

Meeting mama afirca, festival dedicato alle arti espressive dell’africa dell’Ovest

Buon giorno a tutti , buon giorno alla grande famiglia di Mama Africa, a chi è appena arrivato e a chi è cresciuto con lei , vedendola maturare lungo questi sei lunghi anni di vita!!

Sei anni sono tanti, anche se sembra ieri quando per soli tre giorni in un piccolo gruppo di allievi, insegnanti e staff abbiamo seminato la piccola pianta che ora cresce rigogliosa e con sempre più rami.

Anno dopo anno abbiamo avuto modo di conoscerci e condividere un percorso che per molti di noi ha significato non solo un momento gioioso in cui vivere la musica e la danza , ma un grande salto avanti nel pensare la propria vita, il vivere comune e il concetto di rispetto per sé e per gli altri…

E tutto grazie alla cosa che è più importante a Mama Africa: LA COMUNICAZIONE.

Ma in questi anni Mama  Africa non è stata solo “IL FESTIVAL”

Il festival è sempre stato il punto di partenza e di arrivo di tante altre attività che si svolgono durante l’anno sul territorio:

Tutte attività che sono state possibili anche grazie agli anni in cui Mama Africa ha chiuso il bilancio in attivo, cosa che purtroppo nell’edizione scorsa (2010) non è successa

Mama Africa trova il suo nome con il pensiero a Mamadama Camarà, e, pensando al suo essere “madre” di tutti gli artisti, abbiamo sempre immaginato il festival come una famiglia da cui fosse molto difficile andare via, in cui il rispetto dell’altro fosse alla base di ogni rapporto di fiducia …

E’ per questo che cerchiamo e cercheremo sempre di costruire rapporti duraturi di “lavoro” (basati su elementi  qualitativi e sulla ricerca del confronto con l’altro) ,ma che , dal punto di vista economico, mettono gli artisti di fronte ad una scelta di campo:

vivere Mama Africa esclusivamente come lavoro o decidere di farne parte a prescindere dal lato econominco ma per condivisione di ideali.

Mama Africa ha il pregio di essere un momento unico in cui godere delle bellezze dell’arte dell’Africa dell’ovest in un clima positivo, senza rivalità o pregiudizi…

Perché a Mama Africa ogni cultura è fedele a se stessa e in questo modo disponibile a mettersi in gioco, a contaminarsi, a comunicare e raccontare.

Ed è inseguendo quest’ideale che alla base di tutto abbiamo ritenuto fondamentale proporre dei prezzi “popolari” per permettere al numero più ampio di persone possibile di avvicinarsi e appassionarsi .

E’ per raggiungere questo obbiettivo che chiediamo agli insegnanti dal primo anno di vita del festival di accettare le nostre tariffe standard relativamente basse (con la garanzia da parte nostra di essere messi nella condizione ideale per esprimersi al meglio) , facendo in modo, insieme al lavoro totalmente a titolo gratuito di tutto lo staff , di ridurre notevolmente i costi del festival che , diversamente, non sarebbe arrivato così lontano e non avrebbe avuto il successo che ha.

L’identità di Mama Africa è talmente chiara e forte che chi ne è estraneo o si allontana, o piano piano si modella su di essa, iniziando un percorso di condivisione… Chi cerca competizione ha sbagliato posto, chi cerca problemi deve guardare altrove, chi cerca menzogne troverà verità dette in tante lingue diverse

L’edizione che ci aspetta quest’estate sarà particolare, dovrà essere una sintesi tra il nostro sogno e la difficile realtà che stiamo vivendo, una realtà (per quanto riguarda l’Italia) fatta di mancanza di lavoro , tagli allo stato sociale e tagli indiscriminati alla cultura.

Ma non ci siamo fatti scoraggiare, convinti dell’importanza del nostro festival , e abbiamo deciso di reagire con la qualità, che è sempre stata nostra, alla mancanza di finanziamenti, senza perdere di vista i nostri principi di rispetto del lavoro, spirito di sacrificio e continuità delle collaborazioni.

Come organizzazione lavoreremo sul contenimento delle spese dove necessario e possibile , senza fare però passi indietro relativamente alla qualità della didattica , al rispetto delle specificità culturali e al rispetto dell’ambiente

Insomma , nella vita quotidiana di Mama Africa cambierà poco, avremo fondamentalmente bisogno di maggiore consapevolezza da parte di tutti (allievi, insegnanti, staff, e partecipanti alla festa) di essere parte integrante del festival

Tutti siamo Mama Africa , e questa è la nostra vera forza.

Questa nuova condizione sarà uno stimolo a cercare dentro Mama Africa ancora di più la collaborazione tra gli artisti per la produzione culturale delle serate, sarà ancora di più un’occasione per saldare i legami di questa fantastica famiglia allargata, perla rara in un mondo sempre più diviso e schiavo del mercato, in cui i soldi sono la cosa fondamentale che muove le persone.

Ecco, noi possiamo far vedere a tutti che siamo altro, che abbiamo la voglia, la capacità, la forza per dire “IO SONO MAMA AFRICA” e anche se solo per una settimana mostrare che possono essere altre le dinamiche entro le quali costruire la propria vita e i rapporti tra le persone.

Perché l’arte è la seconda lingua di tutte le culture , ed è con questa lingua che possiamo imparare ad abbattere i pregiudizi e le barriere tra i popoli.

MAMA AFRICA 2010 – riflessione a caldo di Cico

Ciao a tutt@

Prima di tutto facciamoci i complimenti perché quest’anno siamo stati GRANDIIIIIIIIIIII

Abbiamo aperto delle porte che solo nei sogni sembravano praticabili, abbiamo creato qualcosa che nostro malgrado (in senso ovviamente ironico) ci segnerà per tutta la vita….forse non a tutt@ è chiaro che cosa è successo, e mi sento quindi in dovere di raccontarlo e di tradurlo, perché ci sono dinamiche e ruoli ,ai più sconosciuti , nella tradizione che accogliamo … primo sassolino nello stagno dei ragionamenti è la volontà di un artista di salire sul palco alla chiusura del festival per parlare non come persona o artista ma come GRIOT , cioè colui che tramanda oralmente la storia dei popoli e delle famiglie nel Mandeng : YAKHOUBA DEMBELE (il flautista del concerto di domenica a Pontremoli) … Abbiamo fatto piangere di nostalgia Yakhouba, perché il suo pensiero era costantemente alla “sua“ Costa D’Avorio di dieci anni fa, quando ancora la guerra non aveva riportato indietro le lancette del tempo, quando la Costa D’Avorio era il crocevia, il luogo di incontro e scambio tra glia artisti di tutta l’Africa dell’Ovest … Abbiamo fatto in modo che decine di artisti condividessero le proprie esperienze senza nessuna gelosia (sentimento molto forte e sensibile nell’Africa dell’Ovest, responsabile anche di avvenimenti molto tristi) , aprendosi al confronto e alla comunione di sé. Agli occhi dell’arte dell’Africa dell’Ovest siamo diventati un punto di riferimento , e la nostra responsabilità diventa ora legata non solo all’incontro tra noi e loro, ma anche TRA loro !!!

Il nostro percorso di crescita graduale ci ha consentito di non soccombere ai numeri esponenziali che ci cadono addosso, e la nostra sensibilità ci ha permesso di arrivare ai cuori delle persone, riuscendo a mantenere vivo lo spirito famigliare delle prime edizioni (e che ci stava sfuggendo nell’edizione 2009) … E siamo stati bravi a non cedere alle normali defaiance, ai pochi coni d’ombra dell’organizzazione (cosa che ci permetterà di aggiustare il tiro per la prossima edizione) … a non farci prendere dal nervosismo della stanchezza (salvo alcuni momenti e IO PER PRIMO ME NE SCUSO) .

Siamo però ad un giro di boa (ce lo siamo detti anche l’anno scorso, ma credo che questa volta sia più “vero”) e la nostra discussione dovrà poggiare su alcuni ragionamenti ai quali dovremo però arrivare dopo che tutti quanti si sarà presa coscienza di quella che è la reale portata culturale dell’evento (cercherò quindi nei prossimi giorni di raccontare nel modo più chiaro possibile cosa è diventata MAMA AFRICA in questi anni almeno per quello che è l’ambito dei corsi e della presenza degli artisti), perché dovremo lavorare molto sulle sinergie tra le componenti “culturali” dell’organizzazione , fare in modo che si diventi una cosa sola non solo negli intenti ma anche nei contenuti… vi parlerò di un’idea, un progetto che già a riscosso il parere molto favorevole degli artisti e che ha in potenziale un impatto formidabile, al quale spero si vorrà aderire e che ci potrà dare un piano comune su cui costruire l’edizione 2011.

Avremo bisogno di individuare delle figure (una già individuata) che lavorino al reperimento dei fondi (so di bandi europei che finanziano festival che abbiano passato la quinta edizione) e queste figure potranno lavorare al meglio se daremo loro un progetto da sviluppare … ma avremo anche bisogno di riconoscere alle figure già esistenti il valore e l’importanza del lavoro svolto … in questo senso parlo anche di me, della figura che mio malgrado è diventata chiara , ovvero il “direttore artistico” … responsabilità mia è però non aver raccontato prima (forse perché non era ancora chiara nella mia testa) l’idea che mi guida nella costruzione di serate , corsi e sviluppi degli stimoli esterni… Il riscontro avuto da parte di artisti e fruitori è talmente positivo da spingermi a dire che la strada che ho scelto è quella giusta, ora starà a me cercare di farvi appassionare all’idea , riconoscendo io stesso il valore di altre figure fondamentali per la “cultura” di Mama Africa.

Questo è il MIO punto di vista (ovviamente limitato, per ora) del super festival che stiamo organizzando TUTTI INSIEME .

Per il momento vi saluto e vi auguro buon meritato riposo.

Cico