MUSICA PONTE TRA LE CULTURE

MUSICA PONTE TRA LE CULTURE

Ogni cosa è ritmo…
Il respiro è ritmo…
Il battito del cuore è ritmo…
La parola è ritmo…

Parlo il linguaggio della musica perché la musica “non ha parole” (anche se in molte culture esiste una corrispondenza diretta tra frasi musicali e linguaggio parlato), ma chiunque può capirne il significato…
La musica è emozione e come tale non parla una ma tutte le lingue, non ha ragione né torto perché semplicemente esiste solo se chi la produce ne ha rispetto (e di conseguenza ha rispetto delle proprie emozioni).
Non esiste dialogo senza ascolto, non esiste scambio senza interazione, non esiste incontro senza curiosità. La musica (e nello specifico le poliritmie dell’Africa Dell’Ovest) è proprio l’unione di tutto questo: diversi ritmi e melodie si incontrano, interagiscono tra loro, si modellano sulle variazioni reciproche…senza lasciare mai il terreno comune della pulsazione.
…Certo esistono persone che hanno il dono della musica, che riescono ad esprimersi in musica senza nessun particolare sforzo…ma la musica è per tutti, nessuno escluso…bisogna solo trovare la propria strada, il proprio modo di capire, eseguire, interpretare.
…”danza con il tuo strumento” (cit. Lancei Dioubate)…ecco una strada per educare al ritmo: prendere la musica (anche nel momento dell’apprendimento) per quello che è: VITA

Laboratori : passione-curiosità-incontro

…Resta una passione perché cerco di trasmettere quelle emozioni che ho vissuto la prima volta che ho avuto modo di incontrare la musica e la danza dell’Africa dell’ovest (Senegal, Saly Portudal, Bougarabou Ballet) ..ed è stato un incontro non soltanto emotivamente forte (in quanto si trattava di un incontro con qualcosa di diametralmente opposto a quello a cui ero abituato nella mia quotidianità) ma qualcosa che mi ha fatto capire l’importanza “dell’essere curioso”… Perché siamo in un mondo fatto di incontri con realtà nuove, culture nuove persone nuove e credo che affrontare l’INCONTRO mossi da curiosità sia un primo passo forse più costruttivo che mossi da dubbio piuttosto che da diffidenza; diciamo che approfittiamo del privilegio di poter utilizzare un linguaggio musicale per poterci confrontare. Il linguaggio musicale è un privilegio perché non mette sul tavolo questioni (parlando di contenuti e di significati) su cui ci si possa scontrare e rappresenta quindi un primo modo “libero” per poterci incontrare e confrontare…

Alex Bottoni – una grande perdita

Ho conosciuto Alex Bottoni tanti anni fa, quando ero a Bergamo per suonare al “Pacì Paciana” con le percussioni africane… Lui mi si fece davanti con la sua “esse” inconfondibile chiedendomi un accompagnamento di sssoli 🙂
Erano i primi anni in cui si affacciavano artisti africani di spessore in Italia e ancora la “comunità di djembe.it” (primo grande riferimento per gli appassionati di musiche e danze dell’Africa dell’Ovest che segnò la crescita e lo sviluppo in Italia di queste art) non esisteva… Eravamo pochi cani sciolti molto pieni di sè perchè privi di esempi e momenti di confronto (nonchè belli ignoranti della musica che presuntuosamente pensavamo di suonare bene!) … Ma negli occhi di Alex giá si leggeva il cambiamento che sarebbe avvenuto di lì a poco …
Negli anni ci siamo frequentati tanto, abbiamo condiviso tanti momenti formativi e progetti musicali, abbiamo avuto diversi punti di vista su tante cose ma ci siamo sempre ritrovati nel piacere di suonare insieme per la stima e l’affetto reciproco che piano piano si radicava in noi (all’interno di una rete di rapporti profondi di un “nucleo storico” che stava condividendo un percorso comune di musica e danza)… Con Alex c’è sempre stato un confronto aperto e costruttivo sui reciproci percorsi e sulle reciproche riflessioni intorno ai temi legati alla diffusione e allo studio di musica e danza africana, ragionando su cosa significa essere musicisti o interpreti o insegnanti, o organizzatori di eventi… Insomma per Alex questa musica non era solo per sè ma di tutti, ha fatto tantissimo per la diffusione “sana” (basata cioè sul rispetto culturale e sulla qualità e fedeltà della sua musica nei momenti di insegnamento) della cultura artistica dell’Africa dell’Ovest in Italia, mettendosi in gioco ed esponendosi non poco… E’ stato un esempio, un obbiettivo da raggiungere, uno stimolo alla ricerca e all’approfondimento… Ovviamente negli anni è maturato tanto, facendo errori ma sempre rimettendosi in discussione, insomma errori dovuti alla passione, non certo al proprio ego… E negli anni aveva imparato la forza della gentilezza e del sorriso, che lo aveva reso estremamente comunicativo e positivo …
Da pochi mesi Alex non c’è più e forte si sente la sua mancanza..aspettando il vuoto che tutti vivremo quando arriverà la settimana di “Mama Africa” , di cui era una colonna portante e un consigliere prezioso …
Alex mi manchi …

20130408-145850.jpg

dialoghi …

… è importante rimettersi in discussione ponendo come priorità la musica per la sua bellezza e per l’importanza della sua didattica vista in termini di propositività al confronto..
Stefano lo ammiro per il suo percorso caparbio di ricerca e studio del djembe e credo che vedere come suona, per chi comincia e non solo, sia uno stimolo a porsi degli obbiettivi vedendoli come raggiungibili..viceversa mi piace anche proporgli di vedere il mio approccio e di conseguenza proporre un non per forza esplicito confronto con altri modi di vivere la musica… Credo che poi sia un esercizio di umiltà anche per me, per ricordarmi che l’autostima deve servire , non ASservire (nel senso che è importante per comunicare sicurezza ma troppa ha l’effetto opposto) e che quindi bisogna sempre riconoscere le capacità di chi si ha vicino, valorizzandole e non occultandole … e poi mi è simpatico 🙂