LEZIONI DI PROVA GRATUITE DI DANZA E PERCUSSIONI AFRICANE A BOLOGNA E PROVINCIA 2017

BOLOGNA CITTÀ


DJEMBE-TA 

Percussioni con Cico Rossi @il B.u.c.o. Via Zago 11 

Info e contatti: djembetabologna@gmail.com

– 14 SETTEMBRE 

– 21 SETTEMBRE

ore 19.30 PRINCIPIANTI 

ore 21.00 INTERMEDI

https://www.facebook.com/events/2040348969585000/
SANKIRI BA FARE 

Danza con Monica Zazza @Leggere Strutture Factori via Ferrarese 169/a

Info e contatti : monica.ladiatou@gmail.com 

– 10 SETTEMBRE 

– 20 SETTEMBRE

La danza sarà accompagnata dalla musica dal vivo !!
CASALECCHIO DI RENO

DANZA 

con Elisabetta colombari @Palestra 25 aprile via Carracci 36 Croce di Casalecchio

Info e contatti : cobetta@libero.it

– 18 settembre 

ore 20.30 

La danza sarà accompagnata dalla musica dal vivo !!

Annunci

IMPARARE AD IMPARARE / Ragionando intorno ai laboratori nelle scuole di Djembe-Ta

Nei miei laboratori di percussioni africane con i bambini, il mio primo obiettivo non è nè musicale nè “interculturale” ma di consapevolezza : la tensione è rivolta a far si che i bimbi si convincano che il metodo che propongo di seguire puó mettere ognuno di loro nelle condizioni di essere AUTONOMO; nella ricerca, nella verifica, nel superamento dell’ostacolo perchè AUTONOMO anche nella sua individuazione.
Si tratta ovviamente di un percorso che ha bisogno di tempo ed esercizio ma è la chiave (l’autonomia, non lo specifico metodo) per avere tra le mani la CAPACITÀ di IMPARARE. Le percussioni africane (nello specifico le percussioni “dell’orchestra malinkè”) sono semplici nella loro gamma espressiva (hanno dai due ai quattro suoni) ma (possono essere) estremamente complesse nel loro sviluppo ritmico (un po’ come le misure: 1 m = 10 dc = 100 cm etc. …La semplicità di un segmento è fatta di un numero infinito di punti).

…Poi c’è la tecnica : il tamburo “djembe” ha di base 4 suoni; la tecnica è fondamentale per la produzione chiara di questi suoni ed è una ricerca lunga non proponibile in un laboratorio scolastico se non attraverso la sua “tradizione” : la CONSAPEVOLEZZA!

Nello stesso punto del tamburo si trovano due suoni distinti (medio e acuto) : io VOGLIO sentire quel suono e lo faccio !

La tradizione ha, peró, la “particolarità” di vivere in un contesto decisamente influente sull’ “ABITUDINE A …” (da cui l’enorme errore e falsità insita nel luogo comune “ha la musica nel sangue”).

Quattro suoni: grave, medio, acuto, stoppato (si impedisce alla pelle -membrana- di vibrare).

Utilizzando le sillabe ed individuando le vocali come chiave di lettura, in una sorta di solfeggio, i suoni sono rispettivamente tradotti in : cum (o “pom”), pem, pam (o “pim”), cia (o “sa”).

A questo punto ho la consapevolezza di dove (fisicamente, sul tamburo) devo cercare i suoni, e la consapevolezza sonora del suono che devo “cercare” di produrre.

La musica, quindi, diventa prima di tutto una canzone, fatta di parole musicali (ma è divertente trovare parole con significato che sillabicamente rispettino la “melodia ritmica”) dove anche l’intonazione puó essere un elemento di aiuto (strategie di memoria) ma dove l’unico ostacolo vuole essere il rispetto del binario comune su cui fare scorrere il treno musicale : il tempo (il beat).

Sarà quindi la voce a guidare il corpo nella produzione musicale, insegnandoci automatismi e strategie per rendere semplici l’apprendimento e l’esecuzione di “frasi” via via più complesse (la musica diventa -e qui la cultura “Ovest Africana” entra a gamba tesa- una lingua da imparare passo passo, andando a cercare nella parole già imparate la chiave per capire i significati di parole nuove, o conoscere la sintassi per memorizzare una lunga sequenza di dialogo tra due tamburi… Dal metro al decimetro al centimetro alle somme o alle frazioni.

I miei laboratori hanno una durata che normalmente va dai 7 ai 10 incontri da un’ora ciascuno (poco per poter suonare uno strumento musicale mai visto prima!) e può succedere che lo spettacolino finale venga riproposto (live) in differita, qualche mese dopo la fine del percorso, alla festa di fine anno (senza incontri di prova generale con i tamburi, solo una “cantata prima dello show” ).

La consapevolezza di avere tra le mani la chiave (LA VOCE) per vivere positivamente uno spettacolo a mesi dall’ultima prova è come una splendida piuma di Dumbo (e come tanti piccoli Dumbo, lo spettacolo è il momento in cui la penna sfugge ma ci si rende conto che si riesce a volare comunque!)

Quest’anno ho avuto la possibilità di continuare a sperimentare la continuità (quarto anno) nel percorso con gli stessi bambini: li ho visti crescere (in prima il più grande ostacolo è motorio e di organizzazione del corpo…poi viene l’attenzione 🙂 ), osservato lo svilupparsi delle relazione e la formazione dei legami di gruppo (quanto è positivo il CLIMA della classe nel lavoro ???!!!) e quest’anno mi sento di dire che le mie richieste non erano per nulla differenti da come mi pongo nel corso settimanale per adulti !

Ho avuto la fortuna di avere come maestro (in Guinea nel 2001) un bimbo di 11 anni. Si chiamava “Petit” Mohamed, che purtroppo è morto due anni dopo… Oltre ad essere stato un vero insegnante, uno splendido bimbo e un prodigio musicale, mi ha insegnato che i bambini possono tutto ma devono AVERE DECISO! Bisogna che si accenda una scintilla e che l’insegnante (il maestro di Mohamed si chiama Yadi Camara, un formatore appassionato e innamorato del suo “lavoro”) sia sempre pronto a rianimare la scintilla o alimentare le fiamme…  Non per interposta persona ma fornendo gli strumenti perchè possa essere sfamata la fame da legna da ardere (INSEGNARE AD IMPARARE)…

La scintilla puó generarsi solo se la decisione è spontanea, motivata… …CONSAPEVOLE.

Quando si prende una strada che nel tempo si riconosce come funzionale bisogna imparare a gestire la realtà per la quale su quella strada non si è soli…

Credo di avere una grande fortuna nel vivere la gioia del mio (nel senso “del mio piccolo”) essere insegnante, che è usare uno strumento didattico estremamente affascinante e coinvolgente (i tamburi) e l’aver raramente incontrato classi troppo eterogenee…Ma la vera fortuna sta nel tenere “come fari nella notte” le rare volte in cui ho avuto serie difficoltà “ad arrivare in fondo”, perchè mi hanno messo in crisi, e imposto di cercare altre strade…quelle strade cerco di riviverle, ripercorrerle, per poterle riconoscere (o ricordare che comunque ne esistono altre) se il mio comodo sentiero sul prato fosse nuovamente inagibile.

Insomma, ripensando alla mia scuola media sperimentale di fine (tre quarti) anni ’80 in cui si faceva (appunto) sperimentazione “interdisciplinare”, allacciandoci l’esame di antropologia teatrale in cui nello splendido libro “Larte segreta dell’attore” Eugenio Barba parla del passaggio fondamentale per l’attore “da APPRENDERE ad IMPARARE AD APPRENDERE, e Bruno D’Amore che parla di didattica come arte della chiarezza (attenzione alle abitudini che passano per regole!), i bambini ci insegnano che se diamo loro strumenti e materiali, hanno la capacità e la voglia di costruire da sè le chiavi con cui aprire le porte che man mano incontreranno sulle loro strade!

Questo è un video di ripasso (a casa o a scuola 🙂 )

Questo lo spettacolo con una classe quinta

Djembe-Ta

SI PARTE !!!!

Venite a gustare la magia del dialogo tra le varie percussioni, entrate a fare parte del gruppo di mattacchioni che da anni si trova al B.U.C.O. di via Zago 11 (ospitati dall’ Associazione Oltre), scornatevi con noi con questa musica affascinante, facile e difficile allo stesso tempo .. 🙂
vi chiedo solo una cosa : se non avete il tamburo fatemelo sapere con un paio di giorni di anticipo !!!
ORARI

ore 19.30 , livello “INTERMEDIO” (almeno due anni di esperienza)
Dai 10 anni di età IN SU !!!

Ore 21.00 livello “PRINCIPIANTE” (per chi non ha mai fatto nulla del genere o chi avesse pochissima esperienza)

INFO SUL CORSO
Anche quest’anno tutti i giovedi al B.U.C.O. Di via Zago 11 a Bologna il corso di percussioni (djembe e tamburi bassi) “djembe-ta”

Si lavoreranno ritmi che normalmente si possono incontrare in feste e parchi così da dare un motivo in più a tutti per suonare anche al di fuori del corso.
Durante l’anno ci saranno diversi ospiti (italiani e africani) che si racconteranno attraverso la musica offrendoci spunti di riflessione e approfondimento…
Suddivisione dei Livelli

– Principianti (chi non ha mai fatto musica ed è ai primi approcci con lo strumento)

– Intermedio (musicisti con voglia di “lavorare” e chi abbia praticato almeno un paio di anni le percussioni dell’Africa dell’Ovest)

Info

1 mese un livello (4 lezioni di cui una assenza recuperabile) 40

1 mese entrambi i livelli 70

Da ottobre a fine giugno un livello (annualità, 38 settimane) 320 Da ottobre a fine giugno entrambi i livelli (annualità, 38 settimane) 560
Chi non ha il tamburo lo potrà avere a “noleggio” per 5 ogni mese

info e contatti

Cico Rossi

+39 348 7425593 (anche whatsapp)

djembetabologna@gmail.com

http://www.yemacure.com


Alex Bottoni – una grande perdita

Ho conosciuto Alex Bottoni tanti anni fa, quando ero a Bergamo per suonare al “Pacì Paciana” con le percussioni africane… Lui mi si fece davanti con la sua “esse” inconfondibile chiedendomi un accompagnamento di sssoli 🙂
Erano i primi anni in cui si affacciavano artisti africani di spessore in Italia e ancora la “comunità di djembe.it” (primo grande riferimento per gli appassionati di musiche e danze dell’Africa dell’Ovest che segnò la crescita e lo sviluppo in Italia di queste art) non esisteva… Eravamo pochi cani sciolti molto pieni di sè perchè privi di esempi e momenti di confronto (nonchè belli ignoranti della musica che presuntuosamente pensavamo di suonare bene!) … Ma negli occhi di Alex giá si leggeva il cambiamento che sarebbe avvenuto di lì a poco …
Negli anni ci siamo frequentati tanto, abbiamo condiviso tanti momenti formativi e progetti musicali, abbiamo avuto diversi punti di vista su tante cose ma ci siamo sempre ritrovati nel piacere di suonare insieme per la stima e l’affetto reciproco che piano piano si radicava in noi (all’interno di una rete di rapporti profondi di un “nucleo storico” che stava condividendo un percorso comune di musica e danza)… Con Alex c’è sempre stato un confronto aperto e costruttivo sui reciproci percorsi e sulle reciproche riflessioni intorno ai temi legati alla diffusione e allo studio di musica e danza africana, ragionando su cosa significa essere musicisti o interpreti o insegnanti, o organizzatori di eventi… Insomma per Alex questa musica non era solo per sè ma di tutti, ha fatto tantissimo per la diffusione “sana” (basata cioè sul rispetto culturale e sulla qualità e fedeltà della sua musica nei momenti di insegnamento) della cultura artistica dell’Africa dell’Ovest in Italia, mettendosi in gioco ed esponendosi non poco… E’ stato un esempio, un obbiettivo da raggiungere, uno stimolo alla ricerca e all’approfondimento… Ovviamente negli anni è maturato tanto, facendo errori ma sempre rimettendosi in discussione, insomma errori dovuti alla passione, non certo al proprio ego… E negli anni aveva imparato la forza della gentilezza e del sorriso, che lo aveva reso estremamente comunicativo e positivo …
Da pochi mesi Alex non c’è più e forte si sente la sua mancanza..aspettando il vuoto che tutti vivremo quando arriverà la settimana di “Mama Africa” , di cui era una colonna portante e un consigliere prezioso …
Alex mi manchi …

20130408-145850.jpg