Riflessioni – Djembe-Ta e didattica !?!

DJEMBE-TA (approccio alle percussioni dell’Africa dell’Ovest) e DIDATTICA

… Ultimamente mi piace dire che ho una “mia didattica”, costruita negli anni …

… Ma perché “mia” ?

… Cosa significa realmente “didattica” (almeno come la intendo io) ?

Sicuramente non la intendo “mia” perché la uso io, ma perché mi sono reso conto che, inconsciamente all’inizio e ragionandoci in seguito, uso una sorta di scaletta degli argomenti e costruisco tutto il percorso intorno ad un “prerequisito” o meglio una “modalità di lavoro” (che diventa prerequisito perché chiedo esplicitamente che venga seguita) che ritengo fondamentale (una sorta di “garanzia per il raggiungimento del risultato”, di “propedeutica” al percorso). Ed è proprio la “modalità di lavoro” ad essere il fulcro del “percorso musicale” che propongo, fatto di passaggi consequenziali, punti di riferimento e riflessione.

Un percorso quindi non casuale ma ragionato e strutturato (ovviamente non una struttura rigida ma modellabile sulle specificità).

L’IMPORTANZA DELLA VOCE : La voce rappresenta il passpartout, la presa di consapevolezza, la messa in discussione e la verifica… La voce è la “chiave di volta” in Djembe-Ta. Con la voce abbiamo chiari i suoni e le dinamiche (che ancora il corpo non riesce a riprodurre), abbiamo reale consapevolezza di quello che dobbiamo fare e abbiamo la possibilità di non avere bisogno di suggerimenti o supervisori.

Per poter godere al meglio dei benefici dell’uso della voce, dobbiamo prima di tutto fare i conti con il nostro carattere. Perché nonostante sia il mezzo espressivo che più siamo abituati ad utilizzare (o forse proprio per questo), la voce può diventare una sorta di “specchio del sé”, uno specchio che ci mette davanti a noi stessi, in grado di farci conoscere lati del nostro carattere che inconsciamente occultiamo, o, più facilmente, capace di amplificare le nostre insicurezze e debolezze.

In questo senso Djembe-Ta può diventare una sfida con se stessi (non solo musicale) che bisogna voler affrontare, perché subdola per come si presenta e si palesa (associata a quel conduttore energetico che è la musica): l’importanza dell’uso della voce viene spesso compresa dopo del tempo, tempo in cui il potere della musica d’insieme di affascinare e coinvolgere si trasforma in collante; a quel punto accettare o meno l’eventuale sfida con il proprio carattere si lega alla magia del momento musicale e non accettare quella sfida diventa allora una seconda sconfitta con cui fare i conti.

La tensione dell’insegnante deve essere a quel punto diretta a sostenere una scelta difficile (che può rimanere tra l’altro inconsapevole), e la sensibilità deve essere tale da riuscire ad individuare quei momenti e non fraintenderli o leggerli (con effetti disastrosi) come non voglia o, peggio, come incapacità (che sarebbe un secondo gravissimo errore).

Metodologicamente è importante porsi (e proporre) degli obbiettivi velocemente raggiungibili, procedere a piccoli passi (riconoscibili come traguardi) che diano un senso facilmente leggibile al percorso, che si propongano anche come momenti di appagamento per non permettere all’ego di trovare vie di fuga alle prime difficoltà.

Approcciarsi alla musica in un corso collettivo è la classica medaglia a due facce: da un lato (A) è un cuscino in grado di limare le difficoltà perché emotivamente pieno, dall’altro (B) un cuscino talmente morbido da poter diventare “alloro su cui adagiarsi”.

Questo porta ad una scelta a monte (rispetto all’eventuale sfida con il proprio carattere), che è la classica linea che separa il passatempo dalla passione: quale dei due lati della medaglia mi appaga di più?

– lato B : all’arrivo delle inevitabili difficoltà relativamente grosse sarà facile l’abbandono.

– lato A : più grosse saranno le difficoltà più sentito sarà l’aiuto che si trova nel gruppo e nella consapevolezza del percorso intrapreso.

Purtroppo con l’allievo “B” c’è poco da fare, la guerra col gusto è una guerra persa…ma l’allievo “A” deve a quel punto smettere di essere una semplice lettera (“A”) e tornare ad avere un nome per essere seguito nelle sue specificità, perché sarà quello il momento in cui si finisce di leggere l’introduzione e comincia la vera avventura (lo svolgimento, la narrazione) !!

Introduzione : Fascino – Emozione – Difficoltà – Consapevolezza – Decisione

Svolgimento  : Emozione – Difficoltà – Emozione – Superamento delle difficoltà

Una volta scelto il lato della medaglia, il percorso è fondamentalmente costruito su due binari :

1 : studio del linguaggio (costruzione del vocabolario e importanza delle “frasi fatte”, pause, accenti, montaggio del discorso, coerenza espressiva, attenzione agli interlocutori, etc…)

2 : sviluppo della tecnica espressiva (ricerca dei suoni, indipendenza degli arti, lavoro sulla velocità, sulla forza, sulla leggerezza, etc…) …

…ma questa è una storia che si scriverà in seguito…

Schematizzando:

LA DIDATTICA di DJEMBE-TA

PROPEDEUTICA (1,2) – PASSO PASSO (3,…)

1 : VOCE AL CENTRO DEL LAVORO – esercizi per impadronirsi del linguaggio : rapporto sillabe/suono

2 : PENSIERO / ELABORAZIONE / AZIONE : la mente, attraverso la voce, muove ed educa il corpo – esercizi di educazione alla sinergia

3 : MUSICA COME LINGUAGGIO / FORMAZIONE DEL “DATABASE” / TECNICA COME POTENZIAMENTO DEL CANALE ESPRESSIVO – esercizi per impadronirsi del linguaggio : cellule che ritornano – esercizi per impadronirsi del linguaggio : inversione di vocali – esercizi per impadronirsi del linguaggio : cambia l’accento cambia il rapporto con la pulsazione – esercizi per impadronirsi del linguaggio : stesso accento ma diverso rapporto con la pulsazione – esercizi per impadronirsi del linguaggio : il montaggio – esercizi per impadronirsi del linguaggio : il gioco delle pause / salto di cadenza

4 : POLIRITMIA / INDIPENDENZA NELL’ASCOLTO – esrcizi di poliritmia : ascolto le parti comuni – esrcizi di poliritmia : imparo ad ascoltare l’interpretazione delle pause (imparo ad ascoltare cosa fanno gli altri durante le mie pause) – esrcizi di poliritmia : consolido l’indipendenza della pulsazione comune (ascolto il dialogo per poterne seguire le evoluzioni ma non mi faccio condizionare nella coerenza con la pulsazione)

come al solito work in progresssssss

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3 pensieri su “Riflessioni – Djembe-Ta e didattica !?!

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