LeggermentePLUS – Progetto D’Autore

LeggermentePLUS –  sussidiario dei linguaggi classe quarta e quinta – Giunti del Borgo

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Un nuovo progetto va ad arricchire e chiudere il percorso (in classe quarta e quinta – con Ulisse) l’appassionante, affascinante, solido (e dall’estrema facilità di utilizzo da parte di bambini e insegnanti) sussidiario dei linguaggi “Leggermente” facendolo diventare “PLUS” !!

IL PICCOLO PRINCIPE (sulla base dell’edizione riscritta di FATATRAC, magistralmente illustrata da Andrea Rivola, che, su di una struttura a carte singole, lettura dopo lettura, va comporre un bellissimo quadro dai colori magici).

Nel progetto ogni brano è proposto non solo per stimolare il piacere alla lettura ma anche per mettere alla prova le abilità di comprensione, di riflessione e di scrittura di ogni alunno.

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La storia di Lago Blu’

Oggi vi racconto una storia…

Una storia leggera ma importante…una storia che parla di paure, pregiudizi, ma anche di accoglienza, parole dolci e riscatto.

Una storia che potrei definire in tanti altri modi: contro il bullismo e le sue radici, per la valorizzazione delle diversità perchè non siano elemento discriminatorio, o anche come vademecum per creare legami forti…

Qui potete ascoltarmi mentre leggo la storia accompagnato dalla dolce melodia Giuseppe Campa il suo ‘ngoni

LAGO BLU

C’era una volta un lago blu.

Il lago blu era in un prato verde.

Nel prato verde del lago blu c’era un albero alto.

Nel lago blu e nel prato verde c’erano tanti animali amici.

L’ape Alina volava sui fiori del prato.

L’elefante Elio faceva la doccia nel lago blu.

L’ippopotamo Igor beveva nel lago blu.

L’orso Omar si lavava i denti nel lago blu.

Il gufo Ugo guardava tutto dall’albero del prato.

Nel prato verde era caduta una mela matura.

Nel lago blu la papera Pina nuotava veloce.

C’era un bel sole e tutti erano felici.

Il baco Bino stava all’ombra dell’erba.

La rana Rosina saltava dal lago al prato.

A un tratto la papera Pina gridò: – chi mi ha morso la coda?

Apparve la testa del mostro Furio. – Sono stato io – disse – perché sono grande e cattivo.

Ugo gli spose: – sì, il tuo viso è grande, ma non è cattivo.

Il topo Tino aggiunse: – tu sei arrabbiato, perché sei sempre solo!

Ugo allora salì su una zattera e andò a dire a Furio di uscire.

Ma Furio si vergognava del suo corpo e disse: – Uscirò solo di notte.

Ma che sciocco! – disse Rosina. – Di notte non possiamo neppure giocare a dadi.

Arrivò la notte, arrivò anche il cane Caio. Tutti aspettavano Furio.

Furio uscì fuori. Aveva una testa grandissima, con il naso a cipolla.

Furio aveva gli occhi piccoli e le orecchie a forma di chiocciola.

Furio aveva cinque denti aguzzi fuori dalle labbra.

Furio aveva un corpo piccolissimo e due piedini minuscoli come quelli di un gatto. Tutti rimasero senza parole.

Furio disse tremando: – Lo so, sono ridicolo! Ho la testa da gigante e i piedini da gatto. Torno a nascondermi.

Ugo rispose a Furio: – La luna ti ha regalato una ghirlanda di luce e sei bellissimo. A noi piaci molto! Torna domani a giocare.

Furio ogni giorno usciva e giocava felice con gli amici del lago e del prato. Anche i pesci giocavano con loro.

Furio e i suoi amici giocarono insieme tutta l’estate. In autunno, quando cominciarono a cadere le foglie, fecero tante gare di corsa sul prato.

D’inverno, sulle montagne cadde la neve e sul lago blu si formò il ghiaccio. Tutti impararono a pattinare e Furio era il più bravo.

Un giorno giocarono anche a hokey. Una squadra era guidata da Ugo e una da Furio. Vinse la squadra di Furio, che felice gridava: – abbiamo vinto!

Avete letto la storia 🙂

…ora esplorate il libro digitale…

https://www.demo.giuntiscuola.it

LAGO BLU

Novità GiuntiScuola per il triennio

Djembe-Ta nelle scuole: il racconto di uninsegnante di scuola primaria

Ecco l’articolo sulla rivista “la vita scolastica“ che racconta i miei laboratori di tamburi dell’Africa dell’ovest!

Un grazie enorme alla splendida maestra Fausta Forni che, oltre ad aver scritto l’articolo, posso dire essere colei che, insieme a Maria Rosa Benelli (non che all’allora dirigente di circolo Silvana Loiero), mi ha più sostenuto, incoraggiato e stimolato in questi ormai più di 10 anni di laboratori nelle scuole

IO E IL DIGITALE : vademecum settimanale per non spaccare tutto prima di soccombere – Episodio n. 2

Rubrica settimanale di sopravvivenza 

Ciao a tutte e a tutti, eccomi qua per continuare con i pochi punti a cui appendersi per guardare avanti 🙂

Archiviamo l’archiviazione e buttiamoci a capofitto verso il punto n. 2

Punto n. 2 – chi sono io ??? – L’identità digitale

Per muoversi un pochino più a fondo all’interno di siti o piattaforme sul web è necessario farlo usando la propria “identità digitale”, cioè quell’insieme di informazioni che sono necessarie perché tutte le parti in causa siano tutelate in quanto formalmente riconoscibili.

Il mondo del web è sempre più una realtà tangibile, percorribile, fruibile ma anche governabile (o ingovernabile), a seconda di quanto si abbia deciso di viverla piuttosto che subirla; e la consapevolezza che la propria identità digitale sia formalmente e legalmente equiparabile alla propria identità tout court è un “passaggio” fondamentale.

Se per accedere ai servizi o ai materiali didattici di una piattaforma (ad es. il sito www.giuntiscuola.it) vi viene chiesta una registrazione, la ragione è semplicemente legata alla tutela reciproca dell’uso di dati sensibili (voi siete tutelati nella privacy, loro nella legittimità dell’uso di materiali protetti da royalties o dall’uso improprio – pensate per questo ad esempio a Facebook – della piattaforma stessa (sempre pensando a Facebook, atti diffamatori, ingiuriosi o in genere lesivi dell’immagine altrui).

Con il passare degli anni e l’evolversi delle tecnologie, fortunatamente è sempre più facile trovare modalità di accesso più veloci, che richiedono una identificazione anziché una nuova registrazione (in realtà resta una registrazione ma utilizzando un’identità digitale esistente) attraverso credenziali di altre piattaforme (ad es. : “accedi con account Gmai”l oppure “accedi con account Facebook”).

Finora gli esempi di “identità digitale” hanno raccontato il livello più superficiale (in realtà ci riportano sia ad un livello estremamente superficiale – Facebook – che ad un livello un po’ meno superficiale – sito Giunti Scuola – dove oltre a nome cognome e data di nascita si chiedono codice fiscale, indirizzo, etc.; tutto dipende dal tipo di strumento a cui si ha accesso).

Esiste poi la vera e propria identità digitale, equiparabile anche dal punto di vista giuridico, alla nostra identità reale (e fiscale 🙂 ) che forse, per il microcosmo legato all’ ARS DOCENDI, conoscete meglio : SPID – Sistema Pubblico di Identità Digitale (per l’accesso a tutti i servizi online della Pubblica Amministrazione con un’unica identità digitale).

Insomma, il succo di tutta questa introduzione è che questa “scocciatura” è in realtà qualcosa a cui non si può (o potrà) prescindere… Pensate agli orologi (analogico e digitale), alla carta d’identità (su carta o con cip), ma anche all’ufficio postale o alla banca (io ormai non ci metto quasi più piede perché faccio tutto dal telefono con la mia identità digitale).

ACCORGIMENTI

  • Quando create username e password, custoditele gelosamente perché sarà fondamentale ricordarle al momento opportuno (responsabilità personale 🙂 )
  • Se lo strumento è legato al portafoglio (home banking) create password complicate perché non si può pensare sempre che succeda solo agli altri di essere derubati online !!

 

Alla prossima settimana !!

Mama Africa Meeting 2017 RELOADED – il punto di vista di Cico

E’ sembrata un’eternità…Saltare un anno è stato un enorme vuoto, una sensazione spiacevole di mancanza, di precarietà…

…Ma quando tutto è iniziato, come per magia, la sensazione era che dalla chiusura di MAM 2015 fosse passato solo un battere di ciglia; come se la circolarità degli eventi non avesse subito alcun arresto, che la boccata di aria fresca era semplicemente arrivata, a riempirci i polmoni, come sempre…

Se non fosse che “prima di respirare”, l’aria era pesante, rarefatta, priva di ossigeno e carica di energie negative…Siamo stai ad un passo dal rinunciare… ma per fortuna (o per necessità?!) abbiamo forzato, ci siamo adattati e…ce l’abbiamo fatta !!!

Ce l’abbiamo fatta…si; anche se avremmo voluto costruire tutto con maggiore attenzione, dedicando il tempo giusto a molti spunti che purtroppo sono rimasti delle “evidenti potenzialità”, delle necessità solo superficialmente espresse…che ora, passata la “sbornia”, reclamano il loro spazio; perché i tempi sono maturi e perché Mama Africa Meeting, oggi, non avrebbe senso senza il loro fondamentale contributo.

CONFRONTO – CAMBIAMENTO – APERTURA

La rinascita, ripartenza, “ricarica” di MAM dal nostro punto di vista doveva passare per forza di cose da queste tre tensioni…tre parole da riempire di contenuti perché non rimanessero solo, appunto, parole…

Cambiare modalità non è facile, significa liberarsi della comodità delle abitudini, dalla facilità del decidere in pochi, del muoversi seguendo idee non troppo condivise…magari anche perdere un po’ di visibilità (per chi, magari inconsciamente, soffre a sprazzi di Narcisismo)…Ma noi siamo MAM, siamo realmente un tutt’uno, siamo la somma di tutte le specificità che racchiudiamo…

La cosa più sbalorditiva, rincuorante, stimolante, emozionante e per certi versi incredibile è stata la reazione alla chiamata di MAM da parte di tutt@: artisti, allievi, pubblico…insomma : LA FAMIGLIA !!

A partire dalla raccolta fondi, passando per le migliaia di condivisioni di link e speranze, arrivando poi all’affluenza e alla straordinaria risposta alle richieste altrettanto “straordinarie” che l’organizzazione di quest’anno aveva messo sul piatto…e con lo straordinario contributo da parte di tutta l’equipe artistica, venuta totalmente a titolo volontario, come il resto degli ingranaggi !!!

Vi abbiamo tenuto in equilibrio sul filo, con le iscrizioni che non aprivano mai, con il programma delle serate che non usciva, con le comunicazioni decisamente preoccupanti sulla legge Gabrielli che traspiravano incertezza e forte preoccupazione…

Vi abbiamo proposto un’edizione breve, con nascosta tra le righe una quotidianità più spartana e scomoda, fatta di docce lontane, tessere da sottoscrivere e tanti piccoli inconvenienti (molti reiterati) che avrebbero scontentato anche i più agguerriti boys scout…

Abbiamo forzato le capienze, reso i corsi un assaggio fugace, che lasciava una gran voglia di fare il bis…

…Ma di contro, tante nuove idee, più o meno ben costruite, che si sono appoggiate sulla scocca di una macchina ben collaudata, alimentata dal carburante migliore : le emozioni !!!

Perché gli artisti sono più fortunati dei Re, perché sono in grado di generare, alimentare, rinvigorire, sciogliere, liberare le emozioni…questa è la loro forza, la nostra forza…

Questa tre giorni ci ha dato con chiarezza l’impressione che, trovando il modo giusto, la condivisione della progettualità e la sua attuazione siano non solo un’idea affascinante ma una strada percorribile…Ci ha detto senza mezzi termini che dobbiamo continuare a credere che a Mama Africa Meeting si possa immaginare l’inimmaginabile…

Potrà sembrare strano, ma io vedo continuare MAM solo se ne rispetteremo l’autonomia, cercando e valorizzando le competenze necessarie, senza lasciarci affascinare dalle strade abitualmente e comodamente asfaltate sulle logiche di mercato e nulla più.

Ora è il momento di aprire il ragionamento e la progettualità per MAM2018, vi cercheremo, cercateci !!!

Week end a Djembe-Ta in sostegno di Mama Africa Meeting 2017

Schermata 2017-04-16 alle 12.29.40L’allegra banda di Djembe-Ta, in collaborazione con Mama Africa Meeting, Leggere Strutture Art Factory, Il B.u.c.o. e Oz presentano:

Un week end di danza e percussioni a sostegno della rinascita Mama Africa Meeting, festival internazionale delle arti e delle culture.
Workshop e laboratori per adulti e bambini e super festa con tanti ospiti

GLI ARTISTI

DANZA AFRO CONTEMPORANEA
– Gerard Diby

DANZA TRADIZIONALE
– Bifalo Kouyate : Mali
– Gerard Diby : Costa d’Avorio

DANZA SUI TAMBURI BASSI
– Sourakhata Dioubate : Guinea

PERCUSSIONI
– Seydou Dao : Djembe e Tamburi bassi del Burkina Faso
– Lancei Dioubate : Tecnica del Djembe (Domenica)
– Sourakhata Dioubate : Tamburi bassi della Guinea (Domenica)

MUSICISTI CORSI DI DANZA e PERCUSSIONI
– Kalifa Kone
– Moussa Traore
– Davide “Tone” Simonetta
– Luca Rigoni
– Beppe Campa
– Tommy Ruggero
– Paolo Prosperini
– Alessandro Cosentino
– Lancei Dioubate
– Sourakhata Dioubate
Djembe-Ta :
– Mariagiulia Degli Amori
– Marcello Pala
– Andrea “Ziozulù” Zarrilli
– Claudia Cognini
– Cico Rossi

COSTI
1 corso un giorno (2 ore) : 30€
1 corso due giorni (4 ore) : 45€

COMBINAZIONI (tot ore)
6 ore : 60€
8 ore : 75€
10 ore : 80€

Tessera “MamaAfricaMeeting Incontro e Cultura” per fare i corsi (uisp)

ACCONTO DEL 50% come PRE-ISCRIZIONE via bonifico bancario :

ASD MAMA AFRICA MEETING INCONTRO E CULTURA
CODICE FISCALE 90017610453

BANCA CREDIT AGRICOLE CARISPEZIA
AGENZIA DI PONTREMOLI
IBAN IT51C0603069960000035569541

ISCRIZIONI DANZA
Monica
– monica.kadiatou@gmail.com

ISCRIZIONI PERCUSSIONI
Cico
– djembetabologna@gmail.com

Workshop presso :
Oz Bologna (danza principianti – percussioni – danza sui tamburi bassi)
Leggere Strutture Art Factory (danza intermedi)
Il B.u.c.o.

Festa : Oz Bologna (ingresso con tessera aics)

Ormai da qualche anno è usanza che le feste a Djembe-Ta siano aperte da un momento conviviale, un aperitivo in cui ognuno porta qualcosa da mangiare e da bere (…e i manicaretti dei mattacchioni-Ta e delle mattacchione-Ta, sono ormai un CULT, come i sorrisi e le chiacchere allegre che ne conseguono!!)…

 

Mama Africa Meeting, festival internazionale delle arti dell’Africa dell’Ovest, dopo un anno di pausa “forzata”, RITORNA !!!
Una serata all’insegna della condivisione delle esperienza, della danza, della musica…
Una serata in finanziamento di un evento unico nel panorama internazionale, che da sempre si autofinanzia e che ha bisogno di tutti noi per riprendere il cammino!!

Tanti ospiti animeranno una serata divisa in due grossi momenti :
– DANZA E PERCUSSIONI
– REGGAE MUSIC

Ore 21.00
La classe quinta C della scuola primaria Pezzani di San Lazzaro di Savena presenta : DJEMBE-TA

Ore 21.30
Il corso di percussioni Djembe-Ta presenterà una parte del lavoro fatto nell’anno

Ore 22.00
I corsi di danza di Monica Zazza, Michela di Crescenzo, Giuseppe Orrù ed Elisabetta Colobmari presenteranno uno spettacolo senza soluzione di continuità condividendo ritmi e musicisti

Ore 23.00
GRANDE FESTA DUNDUNBA
Grande cerchio di danza e percussioni animato dagli insegnanti e dai musicisti coinvolti nel week end e altri super ospiti

Ore 1.00
– Booom Live set con Jakinta Metissound
– REGGAE MUSIC

L’onomatopeica a Djembe-Ta

L’ONOMATOPEICA DI DJEMBE-TA : SUONI E SILLABE

Alla base del mio metodo di insegnamento delle percussioni (mandeng) metto l’uso della voce. Il solfeggio ritmico permette non solo di memorizzare meglio e quindi di supportare la costruzione del linguaggio, comprendere più velocemente gli accenti e le cadenze e la ritmica delle frasi; il valore aggiunto lo si trova lavorando con i bambini e con coloro che non hanno mai incontrato le percussioni o la musica in generale.

La vocale ci dice il colore del suono, la consonante è da scegliere in base alla velocità di esecuzione (es. consonanti labiali per le frasi più lente).

PA (PI) = Suono acuto /Djembe, Kenkeni, Krin

PRA = Flam di suoni acuti

PE = suono medio /Sangban, Djembe, Krin

PRE = Flam di suoni medi

CU = suono grave / Dundun, Djembe

CIA = Suono stoppato / Tutti, Djabara

SA = Suono stoppato a basso volume / Tutti

La sillaba ci dice anche la posizione corrispondente sul tamburo.

 DJEMBE :

Centro = CU

Bordi = PE, PA, CIA o SA (pelle stoppata al centro con una mano)

SANG BAN : Centro = PE (PA)

Bordi (pelle stoppata) = CIA o SA

DUNDUN : Centro = CU

Bordi (pelle stoppata) = CIA o SA

KENKENI : Centro = PI (PA)

Bordi (pelle stoppata) = CIA o SA

KRIN : Centro Lungo = PE

Centro Corto = PA

Bordi = CIA o SA

L’orologio analogico per le posizioni (ore/minuti) dei suoni sul bordo dei tamburi (per Sangban, Dundun e Kenkeni se li si suona verticali con due bastoni): Djembe, Dundun, Sangban, Kenkeni

DJEMBE :

Bordi = ore 5,35

SANG BAN, DUNDUN, KENKENI :

Bordi = ore 11,05 (bastoni all’unisono – normalità, non regola)