IO E IL DIGITALE : vademecum settimanale per non spaccare tutto prima di soccombere

Rubrica settimanale di sopravvivenza

Episodio n. ZERO

Sono ormai cinque anni pieni, praticamente sei, per tutti; per alcuni addirittura potrebbero essere fino anche nove anni…

I libri digitali, iniziano ad essere una presenza importante sui computer di tutte le classi di Italia; magari non c’è un uso assiduo o che ne sfrutti tutte le potenzialità, ma sicuramente la didattica odierna vede nel computer e nella lavagna interattiva multimediale uno strumento di uso pressoché quotidiano.

Come qualsiasi strumento (penso ad esempio anche ad una autovettura) anche il computer ha bisogno di manutenzione e soprattutto di alcuni accorgimenti… Dalla semplice e fondamentale gestione dello spazio di archiviazione, Alle meno immediate pulizie della memoria, all’aggiornamento almeno dei basilari software che fanno girare a dovere la macchina… ci sono poi quelle piccole ma fondamentali attenzioni che vanno messe agli antivirus e ai firewall (che se male impostati rischiano di non far lavorare a dovere i software installati o i collegamenti a software on-line).

Lungi da me propormi come un esperto di informatica (per me i computer sono come delle cipolle, arrivo massimo secondo strato), ma proprio per questo credo che questa mini rubrica settimanale (tutti i mercoledì) potrà dare, in pochi punti, un grosso aiuto al difficile rapporto emotivo con le macchine 🙂

Ecco il punto numero uno:

1 – LO SPAZIO DI ARCHIVIAZIONE

La memoria interna di archiviazione dei computer è limitata e soprattutto superata una certa percentuale di spazio occupato, progressivamente e esponenzialmente le prestazioni del computer si riducono.

È fondamentale insomma eliminare periodicamente i file inutili e/o a dotarsi di una memoria esterna , che non influisce sulle prestazioni del computer, dove archiviare i file più pesanti (foto video, libri digitali non più in uso).

Un esempio di quanto possa pesare sulla vostra “memoria“ il mantenere un libro digitale dalla prima alla quinta non in uso sul vostro computer: la versione insegnante di un libro digitale oggi pesa spesso e volentieri più di 4 GB classe (motivo per il quale molto spesso non è possibile contenere tutto in un DVD); considerando che più si sale con l’età e più libri pesano, e considerando che in quarta più o meno tutto raddoppia) in totale potrebbero arrivare addirittura a 30 GB !!!!

Spesso nelle classi i computer sono macchine non dico obsolete ma quasi, e di conseguenza gli Hard Disk di memoria interna non sono molto capienti, potrebbero addirittura essere di soli 80 GB o 125 GB…

Su una memoria così poco capiente, 30 GB di file inutili (che vanno a sommarsi a tutti file utili e di sistema) sono un peso assolutamente ingombrante!

La soluzione, oltre alla pulizia (cioè eliminare definitivamente i file) o all’archiviazione in un hard disk esterno, è sicuramente (per chi se lo può permettere) l’uso del cloud o direttamente l’uso on-line, ad esempio, dei libri digitali.

A mercoledì prossimo!

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Djembe-Ta nelle scuole: lo SHOW

Che dire, grazie 1000 e ancora 1000 grazie alle insegnanti che mi hanno coinvolto e ai bambini che hanno deciso di lasciarsi guidare…

È sempre una grande emozione vivere LO SHOW, il momento conclusivo dei laboratori, con l’adrenalina da messa in scena che acquista un valore pedagogico e strutturante molto importante…

Nei primi anni vedevo il momento finale dello spettacolo come qualcosa in più, dal punto di vista didattico, assolutamente in secondo piano rispetto alla dinamica dell’ora di laboratorio…

Negli ultimi anni questo punto di vista si è assolutamente modificato, dando un grosso valore al momento dello spettacolo, dove un turbine di emozioni deve essere gestito e dove (per gestire le emozioni) il più grande aiuto è: respirare, fare mente locale e (per qualcuno) decidere di seguire la mia richiesta (esplicita nel suo essere metodo di lavoro) di assumersi la responsabilità della musica utilizzando la voce e cercando di stringere il legame all’interno del proprio gruppo ritmico.

È stata una mattina decisamente piena di energie positive e stimoli!

Grazie ancora alle classi terza A, quarta A e quarta B e quinta A e alle loro insegnanti della scuola primaria Decio Raggi di Forlì !!!

Quanto è bella la scuola fatta e vissuta con passione!

Stamattina, prima di scaricare gli strumenti per l’ultimo incontro in una scuola qui a Forlì, sono andato a salutare i bambini e le maestre di una classe quarta con cui l’anno scorso avevamo fatto il percorso dei tamburi… Sono arrivato nel pieno di un momento del loro progetto di “lettura in piazza”…L’aria era carica di una forte e magica energia, si vedeva la luce negli occhi di tutti i bambini e la gioia e la passione nell’esporsi al pubblico, con la sola mediazione di un leggio e di un microfono (strumento assolutamente non facilitante)…

Il racconto del progetto mi ha entusiasmato: una profonda e condivisa ricerca di testi, la grande attenzione all’esposizione e alla teatralità (con l’evidente risultato di aver colpito nel segno il lato emotivo dei bambini), la speculare grande attenzione alla lettura dei compagni… un pubblico attento e partecipe… (Per non parlare di un bimbo che in questo tipo di percorso ha sicuramente trovato una delle sue strade in cui la propria espressività è più libera di manifestarsi… Un genio!)
Trovo che un progetto del genere sia una potenza didattica in grado di avere enormi benefici sulla qualità della vita quotidiana all’interno della scuola e un valore aggiunto alla fondamentale capacità di “imparare ad imparare”.
In ambito disciplinare, nella mia ignoranza, mi sembra evidente l’importanza di questo percorso in ottica non solo di esposizione ma anche di comprensione del testo (oltre che, ovviamente, di passione alla lettura)…
Insomma, è stato un inizio di giornata assolutamente positivo, che tiene la barra dritta sulla consapevolezza che la scuola di oggi ha ancora tantissime bellissime carte da giocare, nonostante le enormi e sempre maggiori difficoltà…
Grazie di cuore alla passione di tutte le maestre e di tutti i maestri, lo dico prima di tutto da padre…

RODAGGIO !! Diario di bordo, data astrale 4 settembre 2016

È stata una bella estate!!

Il giro in Sicilia con il furgone è stato un toccasana; posti meravigliosi, bella gente, tempo ideale, splendida famigliola di pazzi !!

Al ritorno tappa a Pontedera per un bellissimo matrimonio di amici, in cui una bella fetta della famiglia di MamaAfricaMeeting si è incontrata!!

Poi…BAM!!!

Arrivo a casa alle 4 di notte di sabato, domenica riassetto, lunedi lavoro!!!

Spacchetta, organizza, timbra, aspetta, conta, elastica, spunta, cerca gli appunti, telefona, cosa c’è, cosa NON c’è, lezioni prova dei corsi, volantini, foto, prove…WOW!!! 

…E domani si parte! 

Ferrara lunedi, Forlì martedì… e via di alternanza!

Informazioni ai/alle naviganti

– Per la versione digitale del libro (insegnante) è fondamentale essere iscritti al sito http://www.giuntiscuola.it

– La procedura di richiesta sarà on line e sarà spiegata a brevissimo

Se avete domande o richieste particolari, contattatemi 🙂 

Ci vediamo là !!!

Compiti di realtà

Clicca qui per sapere di più: un aggiornamento gratuito
I compiti di realtà sono attività ben precise, che servono alla certificazione delle competenze in classe V primaria.Sono compiti sfidanti in cui i bambini devono mettere in campo conoscenze (apprendimenti) e abilità e risorse del bambino che riguardano varie discipline.

In particolare in classe prima, ma comunque fino alla fine del primo triennio, i bambini imparano le conoscenze di base.

I compiti di realtà devono avere una struttura ben precisa:

• definizione delle aree di competenze in gioco;

• specificazione degli intrecci disciplinari;

• griglie di valutazione per il docente e di autovalutazione per il bambino strutturate; i compiti di realtà infatti non hanno senso se non provvisti di queste griglie che prevedano l’autovalutazione del bambino

Se non ci sono tutti questi requisiti non possiamo assolutamente parlare di compiti di realtà.

Metod-I: Diario di bordo, data astrale 27 marzo 2016 – Capitolo uno bis

Ho trovato quesa presentazione di “Mario Valle, sono ingegnere elettronico e da 8 anni lavoro come “Visualization Scientist” al Centro Nazionale Svizzero di Supercalcolo (CSCS) e da 16 sono in mezzo ai numeri e agli scienziati che li usano.”…

Cliccate qui per leggerla e guardarla 🙂

Ho trovato un interessante spunto di riflessione, seguendo le sue linee di sviluppo, relativamente al concetto di METODO.

Un “metodo” (o presunto tale) nasce dalla personale esperienza del suo “creatore”…Percorso di elaborazione personale, basato su esperienze personali…sicuramente valide e interessanti, ma personali (o meglio troppo facilmente circoscrivibili al qui e or)a… Perché parlare di metodo nasconde il rischio di usare il termine come sinonimo di PANACEA!!

Il bello dei “metodi personali” è che nascono da esperienze positive, funzionali, incisive…hanno prodotto risultati degni di attenzione…

La lungimiranza deve stare nel guardarsi intorno e cercare di prendere “il meglio” (o sarebbe più sensato dire le brillanti idee) dei vari metodi e per cercare di capire come costruirsi una sorta di biblioteca delle strategie a cui attingere nella personale (dell’insegnante) ricerca DELLE (“maiuscoleggio” per sottolineare il plurale:-) ) soluzioni adatte agli obbiettivi specifici che ci troviamo via via ad affrontare…

 

Altro aspetto VERAMENTE INTERESSANTE è il focus, o il filo conduttore, della presentazione : L’ESPERIENZA COME FONDAMENTALE PASSAGGIO PER LA COMPRENSIONE (e per la costruzione del ragionamento astratto) !!